ESCLUSIVA MR – Milan in vendita, è tutto vero! Triangolo Fininvest – Fly Emirates – Gazprom: ecco i dettagli

PRESENTAZIONE MAGLIA ADIDAS FLY EMIRATES 29-07-2010

Che il Milan sia in vendita, nonostante le smentite ufficiali – e di facciata – lo diciamo da tempo.

Fininvest – la Holding che detiene tutte le proprietà di Silvio Berlusconi – da anni considera favorevolmente la cessione, o almeno una parte, del club, a potenziali e ricchi acquirenti interessati: il ripianamento delle perdite avvenuto per molto tempo in passato da parte dell’azienda ha avuto un brusco e perentorio stop negli ultimi tempi, ed il diktat che ne è seguito è stato quello di Milan autosufficiente, in grado di camminare con le proprie gambe e di autofinanziare le proprie spese.

Aboliti ripianificazione dei debiti ed aumenti di capitale, in tempi di crisi economica e con la scure del Fair Play Finanziario, il Milan – è storia recente – si è così trovato a dover vendere tutti i suoi pezzi pregiati (Kaka, Ibrahimovic, Thiago Silva) per far cassa ed abbassare il monte ingaggi, utilizzando gran parte del ricavato di queste cessioni eccellenti per spese di gestione e bilancio, e puntando su giovani, prestiti gratuiti e parametri zero. Una strategia vincente dal punto di vista dei conti (il Milan infatti supererà agevolmente i controlli Uefa per il biennio 2011-2013 essendo ben al di sotto del tetto limite dei 45 milioni di deficit tra entrate ed uscite) ma che non porta a vittorie e lotte al vertice per quanto riguarda il campo.

E le dichiarazioni dell’AD rossonero Adriano Galliani nel pre-partita di Milan-Juventus – “una volta il Milan sceglieva chi prendere tra i primi tre giocatori del mondo, ora non è più così. Dobbiamo farcene una ragione” – vanno appunto lette in quest’ottica. Senza il denaro della Casa Madre, il club di via Aldo Rossi può solo navigare a vista.

Una resa quindi?

Solo all’apparenza. Perchè a fronte di dichiarazioni ufficiali improntate al basso profilo, sottotraccia si prepara una vera rivoluzione, con l’obbiettivo di tornare ai vertici il prima possibile, magari già in occasione della finale di Champions League 2016, in programma a Milano. Perchè il Presidente Berlusconi la considera un obbiettivo imprescindibile.

Per farlo, la società rossonera, tramite la proprietà Fininvest, valuta la cessione del club. La notizia di ieri, riportata da Bloomberg, una delle agenzie di stampa più famose al mondo con sede a New York, secondo cui la famiglia Berlusconi avrebbe dato mandato alla banca d’affari francese Lazard, per cercare acquirenti accreditati a rilevare la società rossonera, è assolutamente vera e con fondamento. E la frettolosa e stringata smentita della proprietà è indice – è così che si deve interpretare- di chi vede in pericolo il segreto di trattative già avviate e che venendo alla luce potrebbero subire un forte e brusco rallentamento.

La chiave di tutto è il nuovo stadio di proprietà, che dovrebbe sorgere in zona Expo nel 2017. Entro fine mese verrà presentato il progetto del nuovo impianto. Progetto che, se approvato, darà inizio ad un nuovo percorso nella storia del Milan. Non solo perchè si lascerà San Siro, il suo affitto (circa 4,5 milioni l’anno) e si godranno maggiori introiti (circa 30 milioni annui), ma soprattutto perchè entrerebbero in scena i nuovi protagonisti: lo sceicco Al Maktoum e la Gazprom di Valdimir Putin.

Del primo si può solo ricordare che ha un patrimonio di circa 18 miliardi di dollari, proprietà ed investimenti in tutto il mondo, ed è legato al Milan sia per la sponsorizzazione pluriennale della compagnia  Fly-Emirates sulla divisa rossonera sia dai numerosi contatti avuti con emissari e non solo del club rossonero per intavolare una trattativa reale avente ad oggetto la sua vendita. Trattativa finora mai concretizzata per l’eccessiva richiesta della famiglia Berlusconi, basata sulle valutazioni  (945 milioni di dollari) di Forbes, la più prestigiosa rivista di economia e finanza del mondo. Una cifra fuori mercato per una società che non vince a livello internazionale dal 2007 e totalmente da ristrutturare.

Ma la nuova sede di proprietà al Portello (Via Turati era in affitto) ed il nuovo stadio stanno cambiando la prospettiva: se il progetto verrà approvato, si cercheranno investitori che finanzieranno l’opera, e lo sceicco è il primo e più interessato, a patto di avere il pacchetto di maggioranza del club. Perchè nessuno investe una cifra di tal genere senza avere un ritorno. Senza contare che l’acquisto di Mediaset dei diritti triennali della prossima Champions League lascia aperto il campo all’ingresso degli arabi di Al-Jazeera (una delle tante holding dello sceicco al Al Maktoum) qualora l’azienda di Cologno Monzese decidesse di rivenderli. Perchè un acquisto tanto esoso (700 milioni di euro) in un periodo di crisi e fatturati al ribasso lascia aperto il campo diverse ipotesi.

Di Gazprom, poi, cosa dire? La compagnia russa è il maggiore estrattore al mondo di gas naturale ed il suo patrimonio è difficilmente calcolabile per quanto ampio. Di un suo ingresso nel Milan si era già parlato in occasione dell’incontro tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin lo scorso novembre. Ed i due, come si sa, sono legati da antica e sincera amicizia. Il progetto stadio di proprietà è gigantesco, e metterà in moto un circolo di affari difficilmente immaginabile. Ed un main-sponsor come Gazprom sarebbe non solo bene accetto, ma addirittura vitale per un impianto all’avanguardia e per riportare il Milan ai fasti di un tempo. Senza contare che la compagnia russa è attualmente sponsor della Champions League, il che rientrerebbe nel progetto Mediaset di acquisto dei diritti della competizione per poi rivenderli.

Anche qui, Fininvest cederebbe il pacchetto di maggioranza del Milan (si oscilla tra il 60%-80%).

Al Maktoum e Gazprom sono due realtà più vicine di quanto si possa pensare, e non è escluso che vi possa essere una coabitazione: proprietà araba con sponsor sulle maglie e partecipazioni minori russe. E con la famiglia Berlusconi che manterrebbe solo la presidenza onoraria del club (un pò come l’Inter di Tohir).

Le ipotesi sono svariate, ma la verità è certa, e noi di Milanorossonera.it ve la sveliamo qui, in esclusiva ed anteprima: la storia del Milan è ad una svolta, la vendita della società – anche un pacchetto di maggioranza – vera, i capitali esteri.

Tra 20 giorni, a progetto stadio presentato, ne sapremo più.

 

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foto: aigo.it

 

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