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EDITORIALE DEL GIORNO
Essere Super
La breve avventura Azzurra in Brasile ci lascia la consapevolezza di quale calcio vorremmo vedere. La partita di ieri è stata evidentemente brutta.
Certo la posta in gioco era alta ma ci si aspettava di più dalle squadre, dai giocatori, dagli allenatori. La squadra, l’Italia, ha avuto un atteggiamento troppo attendista e dimesso, i giocatori più esperti pur impegnandosi, non hanno trasmesso ai più giovani quel bisogno di vincere che contraddistingue i campioni, il responsabile tecnico però ha però le maggiori responsabilità. Le scelte tattiche, senza una linea certa, sono apparse figlie delle convocazioni e quest’ultime dettate dal campionato che, evidentemente non è uno dei tornei migliori. Certo, il peccato originale è stata la sconfitta con la Costa Rica. Come si può approcciare ad una partita contro una squadra tecnicamente modesta ma di buona gamba, fidando solo sul possesso palla e sul colpo del singolo che prima o poi sarebbe dovuto arrivare?Evidentemente comunque non siamo gli unici polli visto che i Costaricensi si sono qualificati come primi nel girone. La partita di ieri è stata brutta anche perché l’ha giocata male anche l’Uruguay e mi aspettavo di più coi campioni che ha, ma questo aumento il rammarico. Vi confesso poi che non sono un estimatore di Balotelli, o meglio ho deciso di “divorziare” dalla fiducia indiscriminata che concedo all’inizio a chi veste la maglia rossonera già da un po’, per puri motivi tattici. Però in questi mondiali mi sento di difenderlo. Nell’unica partita “giocata” dalla nazionale ha segnato e fatto bene. Nella seconda ha sbagliato un gol nel primo tempo, e può succedere, e nei restanti 45 minuti non ha ricevuto neanche una palla giocabile. Malgrado gl’incitamenti di Prandelli, neppure ieri, pur avendo un compagno in attacco, è stato messo in grado di poter provare ad esprimere le sue doti. Che non sono molte ed individualistiche: gran tiro ma poco fraseggio, scarsa partecipazione alla manovra. Fa danni quando torna indietro: falli scomposti, simulazioni, proteste: repertorio esibito anche ai mondiali. Ma addossare le colpe di una sconfitta inopinata sulle spalle di un ragazzo, miliardario d’accordo, ma evidentemente dissociato dalla realtà del gruppo e credo dalla realtà in generale, sarebbe un errore di analisi oggettiva. Come per altri non è stato data loro la possibilità di esprimersi al meglio, non è stato dato un gioco a questa squadra. Onorevoli e inevitabili quindi la dimissioni di Prandelli, inusitate per il sistema Italia, nazione non Nazionale, ma dovute. E visto che ai mondiali non tifo più per nessuno ecco che già penso al futuro, ai colori che veramente ci, e m’interessano. Mi piacerebbe che la squadra di cui faccio il tifo entri in campo con grinta e determinazione, corsa ed una sola idea in testa: far gol. Non vi ricordano un po’ le qualità di un giocatore del Milan che da poco fa l’allenatore? Questa squadra, a tutt’oggi, avrà tra le sue fila Balotelli. Spero che nel Milan gli vengano servite venti occasioni a partita, spero, ma non credo, che lui s’inserisca nello spogliatoio come non ha mai fatto. Ma lui, od altri, dovranno avere la fame, la concentrazione e la determinazione che aveva super Pippo mio eroe preferito, altro che super Mario.
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