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EDITORIALE DEL GIORNO
Inzaghi: panchina bollente, rischio esonero!
Due partite (con Sassuolo e Torino), un solo punto. Così non va bene… Ovvio allora che dai rossoneri ci si sarebbe dovuti aspettare una scossa, un cambio di marcia in grado di creare l’ennesima svolta a questo campionato.
Vittima predestinata, l’Atalanta? E chi lo ha detto? Non certamente la cabala che regolarmente pone i nerazzurri bergamaschi come una delle più classiche “bestie nere” sul cammino del Diavolo; men che meno il campo. Infatti, dopo qualche scaramuccia iniziale, con un paio di conclusioni da una parte e dall’altra tutt’altro che emozionanti, ecco (17′) il risveglio dell’orso-Denis dal letargo invernale che con una botta dai sedici metri, a portiere battuto, incoccia la traversa salvando capra (Diego Lopez) e cavoli (il Milan).
Non è un gran bel vedere il gioco dei rossoneri, macchinoso, farraginoso, troppo arzigogolato, infarcito, tra l’altro, di parecchi errori in fase di disimpegno. E infatti dagli spalti di San Siro (assai poco gremiti, come da parecchio tempo a questa parte) cominciano a calare sul campo fischi impietosi. No, il Milan non c’è… Mettiamoci il cuore in pace, ci vuole ben altro – a parte quel pizzico di volontà che, in verità, non manca mai -; servono giocatori di qualità, tecnica, talento e tanto altro ancora. Il Milan “settebellezze”, quello che per anni ci aveva fatto sognare è, purtroppo, un lontano ricordo, una bella favola ormai sfumata nel tempo e nello spazio.
Con un Milan tanto superficiale, senza anima ne passione, ovvio prendere l’ennesimo immancabile gol (33′) ad opera, proprio, del solito German Denis che, innescato da un perfetto assist in area da Morales, fulmina l’estremo rossonero stavolta assolutamente non in grado di regalare a compagni e tifosi l’ennesimo miracolo. Neppure la rete dello svantaggio, però, sembra scuotere l’undici di Filippo Inzaghi incapace di una qualsiasi minima reazione: dov’è, ad esempio, quel fenomeno di Alessio Cerci! Perché lo hanno voluto a tutti i costi? Inspiegabile… E Menez? Sconcertante… Non parliamo poi di El Shaarawy, altra prestazione disastrosa. Ma sono in molti, in questo pomeriggio di calcio immaginifico, a dover recitare il mea culpa.
La ripresa inizia con Pazzini in campo al centro dell’attacco, fuori lo sciagurato Cerci. Il Milan pressa, costringe l’avversario a rintanarsi ai limiti della propria area e prima con Pazzini poi con De Jong, di testa, da calcio d’angolo sfiorano il pareggio. Dopo dieci minuti, però, l’inerzia rossonera s’è già conclusa. Solo qualche “fuoco fatuo” quindi il nulla. Non c’è neppure chi predica nel deserto perché il deserto c’è ma non c’è il sant’uomo in grado di recitare da par suo il “verbo rossonero”. Imbarazzante…! E adesso? Beh, che dire, di parole non ce ne sono più: il presente è burrascoso, il futuro è di la da venire. E nel frattempo la panchina dell'”aspirante stregone” è sempre più bollente e il rischio dell’esonero è più che mai dietro l’angolo.
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