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EDITORIALE DEL GIORNO
Liberateci da Bonera
Cari Lettori,
è con vero piacere che impegno la Vostra attenzione anche in questo infrasettimanale.
Sono letteralmente sconcertato da quanto ieri sera ho visto in quel di Empoli. Una difesa , quella degli Amati Colori Rossoneri, improponibile, che sarebbe dovuta essere “orchestrata” (si fa per dire) da un giocatore che fin qui ha già prodotto, alla quarta partita di campionato e con due partite e mezzo giocate, un “deficit difensivo” di almeno 5 reti e che, obiettivamente, non è riproponibile. Qui Inzaghi è chiamato ad una scelta non emozionale ma logica: liberateci da Bonera, per favore!
La stampa non è mai tenera con il Milan, ma questa volta ha perfettamente ragione nel crocifiggere il centrale difensivo, assolutamente inadatto, ancor di più nel ruolo di centrale ed ancor meno senza la regia di Alex, unico in grado di fare reparto da solo e di battere i tempi della retroguardia.
Nel correre ai ripari, occorre che Inzaghi individui il centrale da affiancare all’intoccabile Alex. Sarebbe opportuno, secondo noi, che fosse Zapata il prescelto, il quale, proprio accanto ad Alex, trova spirito e sicurezza che, invece, accanto all’improponibile Bonera, ne risente la presenza e si perde.
Del resto, chi va con lo zoppo, impara a zoppicare.
Milan che ha saputo incassare in quattro partite ben tre reti su calcio piazzato.
Attendendo la difesa che verrà e sperando di non subire choc traumatici come quelli fin qui patiti, a partire dalla delicatissima trasferta romagnola di domenica, Inzaghi dovrà necessariamente intervenire a centrocampo, cercando di mettere a riposo, si spera lungo, Muntari e giocando la carta Bonaventura sulla linea dei tre mediani, ove latitano i piedi buoni. Bonaventura non è un centrocampista che eccelle nella fase difensiva, ma VivaDdio, ha i piedi buoni e può fare bene le due fasi. Cosa che il bravo Poli non fa tanto facilmente bene, né vedo altri giocatori nella rosa, allo stato, in grado di farlo. Ed il recupero di Montolivo è molto lontano…
Questi i problemi cromosomici del Milan, spazzato via, nel primo tempo, dalle irrefrenabili folate offensive del “suo” Verdi e dal bel calcio verticale di una squadra che l’ex impiegato di banca Sarri ha saputo plasmare in modo eccellente.
Le belle notizie vengono dall’attacco, non solo per il secondo tempo stupendo di quel campione che si chiama Fernando Torres, ma anche per le conferme di Menez ed Honda, oramai integrati stupendamente in squadra. Qui, Inzaghi merita plauso per la capacità di averli saputi inserire (e lo stesso mercato societario ne esce trionfante).
In conclusione, cosa resta della trasferta toscana?
Ombre difensive agghiaccianti, un centrocampo da ideare e rodare, un attacco da confermare, oserei dire un attacco talmente spumeggiante ed eclettico che può permettere al Mister di optare per vari moduli a seconda dell’avversario (4-4-2; 4-3-3;4-2-3-1).
Portiamoci a Cesena vedendo quel che succede.
Sbagliare è umano (ed Inzaghi merita tutte le scusanti e le prove del mondo), perseverare è diabolico.
Siamo certi che se ne farà tesoro.
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FOTO ACMILAN.COM
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