Milan: ancora 4 giornate e poi è finita!

MR_Bertone

Coraggio, ci siamo quasi. Ancora 4 giornate, meno di un mese alla fine di una stagione terribile, la peggiore (senza alcun dubbio) degli ultimi 30 anni e, di diritto, nella flop five dell’intera storia rossonera.

Poche volte infatti si è visto un Milan più brutto di questo, non a caso definito “indegno” dalla Curva Sud. Non è questione di classifica e di risultati, non solo almeno: qui si è persa la faccia, questa volta davvero. La gente non ne più di questo scempio, dal quale non si salva davvero nessuno. Personalmente, pur riconoscendo la totale inadeguatezza di Inzaghi e i macroscopici errori di Berlusconi e Galliani, faccio fatica a non puntare il dito contro i giocatori. Sono loro infatti, nel bene e nel male, a determinare gran parte di quanto avviene sul campo. Un presidente può mettere soldi, un amministratore delegato può investirli come meglio crede, un allenatore può fare le sue scelte: alla fine, però, sul prato verde ci vanno loro. Sono loro che stanno infangando la maglia rossonera, probabilmente senza rendersi conto del valore della stessa. In questi due anni, amici milanisti, non ce ne hanno risparmiata una. Dai ragazzotti tutti cresta e poca corsa (copyright Allegri) ai carbonari anti Seedorf (quello che, è bene ricordarlo, voleva cacciarli via quasi tutti), agli ammutinati di Inzaghi. L’ho sempre detto e lo ripeterò per sempre: sono troppo legato a Superpippo per criticarlo con cattiveria, quasi fosse un Tabarez qualunque. Non mi riferisco certo alla carriera da allenatore ma a tutto quello che c’è stato prima: le Champions vinte, i gol in tutte le finali di quel fantastico (e chissà se e quando ripetibile) periodo Ancelottiano. Detto questo il suo è stato un fallimento totale, innegabile, inappellabile. Ha sbagliato praticamente tutto ciò che ha fatto: dalla preparazione alle scelte tattiche, passando per conferenze stampa imbarazzanti, che hanno finito per renderlo antipatico perfino a buona parte degli stessi milanisti (la riconoscenza, si sa, è cosa sconosciuta nel calcio). E che dire della società? Ci ha presi sull’orlo del fallimento e portati in cima al mondo, non una volta ma per 20 anni. Ma quelle stesse persone oggi sono responsabili del disastro, proprio come lo erano dei trionfi passati. Non si salva nessuno, inutile prendersi in giro. Chi però non ha alcuna giustificazione sono i giocatori: loro non hanno un passato su cui far leva ma solo un presente vergognoso. Qualcuno ha definito Inzaghi indegno: sarebbe bello che, questo signore (che magari si lamentava anche di Seedorf), ci raccontasse che cosa ha fatto lui per meritarsi la maglia del Milan… Il vaso è colmo ma per fortuna manca poco alla fine. Poi, forse, tutto questo sarà finito. Arriverà un nuovo socio dall’Oriente, pronto a dare una mano per aiutarci a ripartire. Non mi aspetto un Milan stellare, in fondo neanche mi piacerebbe. Già, perché io ho sempre amato le squadre delle bandiere, non quelle delle figurine. Chiedo solo un po’ di competitività e una valanga di dignità. La stessa che gli eroi di Atene 2007 mostrarono quando, 10 mesi prima, Galliani li richiamò dalle vacanze per giocare un preliminare contro la Stella Rossa. Loro, nonostante avessero appena finito un Mondiale, si presentarono di corsa, tutti tirati a lucido neanche fossimo a settembre. Tra quelli c’erano anche Seedorf e Inzaghi, ironia della sorte marcatori delle due sfide. Prendessero esempio questi di oggi, prima di fare le valige e scomparire per sempre.

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