Milan: Cerci è tornato a fare il Cerci…ottimo invece Niang!

Paolo Vinci

Carissimi Tifosi Rossoneri

Ammainate, almeno per il momento, i vessilli così orgogliosamente alzati al cielo in una dolcissima notte capitolina!

Se il Milan che non ti aspetti aveva espugnato l’Olimpico romano dopo una prestazione semplicemente sontuosa e senza pecche, facendo ben sperare di aver permesso al buon Sinisa di incassare quella svolta tanto attesa e di  rompere quel blocco psicologico che, sin dall’inizio del campionato, lo aveva dilaniato e condizionato in risultati e soprattutto prestazioni atletiche e tecniche, la opaca prestazione casalinga con l’Atalanta dell’ottimo Reja, nell’anticipo del sabato, ha costituito un evidente, inequivocabile passo indietro.

Anche preoccupante.

Non è il risultato, sinceramente bugiardo avendo l’Atalanta meritato di uscire dalla Scala del Calcio con il risultato pieno, sfuggitole solo per mera sfortuna e per le parate eccezionali di Donnarumma, che può preoccupare, perché un pareggio ci può stare in questo campionato livellato, ma sono le modalità, intrinseche ed estrinseche, con le quali è maturato.

L’Atalanta ha avuto il pallino del gioco dall’inizio alla fine ed ha sfiorato la vittoria in più momenti, surclassando, specialmente a centrocampo, la scarsa qualità tecnica dei centrocampisti Rossoneri. Montolivo e Kucka sono stati, infatti, letteralmente sovrastati, dai loro dirimpettai orobici, nella zona nevralgica del campo ed a nulla è servito il dinamismo, peraltro non sempre lucido, di Poli. Parlare degli assenti, anche se importanti, come Bonaventura e Bertolacci, giova a poco perché una squadra che vuole mirare all’Europa che conta deve annoverare nella rosa anche delle seconde linee di livello, le cui prestazioni sono molto spesso decisive nell’esito finale di un’annata.

Al contempo, Cerci è tornato a fare…il Cerci Rossonero, quel giocatore apatico e raccapricciante che abbiamo visto fin qui, con la sola eccezione della serata romana.

Di converso, un ottimo Njang,  che è rimasto in campo fino allo… sfinimento e che ha valorizzato la scelta del Mister di impiegarlo. Lo scorso anno, avevamo apprezzato a Genova i suoi innegabili progressi tecnici e maturativi e, seguendolo con interesse, avevamo acquisito la certezza che potesse servire…alla causa Rossonera.

Un giocatore sul quale si può contare, a differenza del lunatico Cerci.

Soprattutto, ieri sera, sono mancati gli uomini Veri, quelli che vuole vedere il Mister.

Crediamo proprio che la rosa debba essere valutata anche sotto il profilo umano e psicologico.

E occorre che la Società si comporti di conseguenza, assumendo decisioni chiare ed inquivocabili e non valutando secondo convenienza ed opportunismo.

Molti giocatori non sono all’altezza del compito e delle pressioni che, il Milan e nel Milan, vi sono.

Inevitabilmente.

Al termine dell’incontro con la compatta Atalanta di Reja, il Presidente Berlusconi (poi definito, a nostra domanda, nella conferenza postpartita, dal tecnico bergamasco un “Vero Signore”) è sceso negli spogliatoi per congratularsi con la squadra ospite, lanciando qualche frecciata sibillina a questo Milan e paragonando il governo del gioco, da parte degli orobici, al “vecchio Milan di Sacchi”. Non basta essere dei premi Nobel per rendersi conto che il Presidente aveva parlato a suocera perché nuora intenda e soprattutto aveva evidenziato il periodo triste che, in questi anni, il Milan sta attraversando.

Esternando così la sua delusione, che è poi quella di Tutti i Tifosi Rossoneri.

Sempre dopo l’incontro, a nostre domande (le uniche), il Mister Rossonero ha ammesso di aver guadagnato un punto, ponendo l’accento sulla circostanza che almeno, una volta tanto, non si erano incassati gol (accade per la seconda volta quest’anno) e che almeno Donnarumma e Njang erano stati “in gran spolvero”.

Obiettivamente, non ha dato giustificazioni plausibili a questo balzo indietro della squadra, “benedicendo” la imminente sosta del campionato.

Ripetiamo, questo procedere come i gamberi ci preoccupa non poco.

Diciamo che siamo più in sintonia con la delusione del Presidente che con l’agnosticismo del Mister.

Delusione vera, reale, sintonica con la realtà.

La scorsa settimana, con la serenità che ci contraddistingue, dicemmo che Milan e tifoseria non dovevano fare l’errore di illudersi e meno che mai esaltarsi e che occorreva verificare l’evolversi dei prossimi eventi.

Non volevamo essere Cassandre.

Ma è avvenuto così!

Ora, occorre rimboccarsi, più di prima, le maniche e capire perché ciò è accaduto.

Quanto ai sogni, quelli.. sono finiti all’alba di questa tiepida domenica novembrina

Buone prossime due  settimane, Grandissimi Tifosi Rossoneri!

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