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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: Grazie Clarence, in bocca al lupo Superpippo!
Grazie Clarence, in bocca al lupo Superpippo! Riassumo così il mio stato d’animo dopo la lunga settimana di casa Milan, l’ennesima di questa stagione triste e tormentata come non mai.
Un augurio di buon lavoro per una grande bandiera rossonera, senza però dimenticare l’altra, ammainata troppo in fretta da Via Aldo Rossi, o quantomeno coi modi sbagliati. Cambiare allenatore è lecito, ci mancherebbe, ma anche dare rispetto lo è e quello, purtroppo, è totalmente mancato. Da tempo gli organi d’informazione vi raccontano, noi compresi, tutti i problemi gestionali di Seedorf: a chi scrive, per esempio, è giunta voce che perfino il reparto ristorazione di Milanello si sarebbe ribellato per via degli orari poco canonici a cui l’olandese era solito mangiare. Insomma, se tutti (ma proprio tutti) si lamentavano di lui un motivo ci sarà anche stato, però questo non basta a giustificare il bombardamento mediatico che si è ritrovato, suo malgrado, a fronteggiare praticamente da solo. La società infatti lo ha abbandonato, compreso Silvio Berlusconi, colui che lo aveva benedetto come la Sua nuova intuizione e che invece ha smesso presto di fargli sentire supporto e presenza, anche solo telefonica. E così Clarence, in linea con il personaggio che a Milanello conoscevano già da più di 10 anni, ha ingaggiato un duello all’ultimo sangue con Adriano Galliani senza alcuna protezione. Mossa ingenua, che neanche un contratto fino al 2016 ha giustificato fino in fondo. Ha dovuto subire tante umiliazioni il povero Seedorf, dalla mancata difesa in conferenza stampa alle battutacce del presidente, passando per più di un tentativo (qualcuno anche riuscito) di “scavalcamento” interno. Sarebbe stato meglio mediare, trovare un punto d’incontro, invece no, non faceva parte del suo carattere. Per quello, ora, c’è Pippo Inzaghi. Tocca a lui rifondare il Milan, senza però modificarlo più di tanto. Capiamo il paradosso ma è proprio questo che chiede Silvio Berlusconi, sempre più in difficoltà nel sostenere finanziariamente la squadra, tanto più con una stagione senza Europa alle porte. Per ritrovarla ci si affida dunque a Superpippo, l’uomo di coppe, quello capace di farsi trovare sempre nel posto giusto al momento giusto. E’ stato così anche questa volta, ora però inizia il difficile. A lui si chiede di calmare gli spiriti di uno spogliatoio bollente, di ridare entusiasmo a un ambiente depresso, di valorizzare la rosa, di lanciare qualche giovane promettente, di fare risultati giocando bene. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Un tempo avrei scritto che, dalla sua parte, avrebbe comunque trovato quella tolleranza e quel rispetto dovuti a chi, in passato, aveva fatto la storia del club. Un tempo, ma non ora.
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