-
EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: la ricerca dell’entusiasmo
Fare le vacanze a giugno come fanno quasi tutti i calciatori permette di trovare posti esclusivi e senza ressa, probabilmente anche a prezzi scontati, come se ne avessero bisogno.
Oggettivamente i cambiamenti del clima dovrebbero suggerire a tutti una diversa distribuzione delle ferie: giugno è il luglio di una volta. Invece la maggior parte di noi dispensa i pochi giorni a disposizione tra luglio ed agosto con sortite sempre più brevi dettate dalla carenza di pecunia. Alcuni cercano tregua alla calura delle torride città con delle giornate tra le tante e belle località delle alpi, attrezzate e fresche. Per la scelta si può magari trarre suggerimento dalle zone scelte come ritiro dalla propria squadra del cuore, facendo contenta tutta la famiglia. Il padre avendo l’occasione di chiacchierare sulla futura stagione e sugli acquisti auspicati, la mamma giocandosi l’accondiscendenza in qualche spa della valle, i ragazzi felici poter vedere da vicino e far selfie coi propri eroi, rilassati e disponibili lontano dallo stress del campionato. Tutti contenti, tutti applaudenti alle più o meno sonore batoste rifilate alle squadrette del paese o delle valli attigue. Ma questo entusiasmo dei tifosi turisti, amplificato dalle riprese televisive, raccontato da solerti cronisti, ridondando nei telegiornali e giornali sportivi, finisce per far credere nelle potenzialità della squadra da parte dei tifosi, ma anche alla squadra in se stessa: l’entusiasmo è contagioso. Anch’io, tanti anni fa mi sono improvvisato turista sportivo in quel di Vipiteno. Poi arrivò Sacchi, con la sua rivoluzione di schemi e di preparazione che designò l’attrezzata Milanello a inviolabile luogo sacro di lavoro. Mi sembrò una conquista; d’altra parte, disse Arrigo, Milanello l’abbiamo noi e gli altri no.
Quest’anno però, complice l’infuocato anticiclone Caronte che sta sciogliendo l’Italia, mi domando se non fosse stato il caso di scegliere, dopo trent’anni, un ritiro diverso. Oggi i centri sportivi anche nelle località montane – ho avuto l’occasione di seguire il Torino nella splendida Bormio – sono attrezzati e funzionali, ed i vantaggi tra gli enti turistici e le società sono reciproci e soddisfacenti per entrambi. Anche il Milan per rompere lo schema Milanello e amichevoli di zona, con il contatto ravvicinato e quotidiano coi tifosi magari arrivati da lontano, più curiosi ed elettrizzati, sarebbe potuto diventare un bagno di umiltà ed una carica per dei ragazzotti – come li chiamava Allegri – messi su un piedistallo montato dai media e dai soldi. Lo scambio empatico tra tifoseria “familiare”, la tanto citata “parte sana del calcio”, ed i giocatori spremuti (finalmente!) da carichi di lavoro per una volta confrontabili con le fatiche quotidiane dei più, avrebbe potuto mettere nella giusta ottica questi ragazzi fortunati. L’entusiasmo spassionato a guarnire i nuovi schemi e le idee del Mister, per far dimenticare le delusioni delle ultime annate. Aspettando i bagni di folla della tournée cinese, con nuovi ma ormai importantissimi tifosi asiatici, e gli ultimi necessari tasselli di mercato. E chissà, alla fine, l’unico che potrebbe riaccendere la passione anche al tifoso più apatico e dar la scossa a tutto l’ambiente: Zlatan atteso messia, l’entusiasmo in persona.
RIPRODUZIONE RISERVATA
870 Visite totali, nessuna visita odierna








