Milan: sei ancora lontano da certi palcoscenici

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Avrebbe dovuto essere con noi, invece ci ha castigato. Vabbè…! Gli errori si pagano e questo, l’acquisto sfumato di Carlitos Tevez, non lo si doveva proprio sbagliare.

Ora, però, oltre che mettere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi per umiliarci e – possibilmente – non cadere in ulteriore negativa tentazione, serve ritrovare molto in fretta se stessi (tra due giorni soltanto l’infrasettimanale ad Empoli) lasciando nel dimenticatoio una serata tutt’altro che brillante e una prestazione quantomai opaca, sbiadita, addirittura slavata. Eh si, bisogna proprio dirlo senza dovercene fare un cruccio: la Juventus – sia pur priva di qualche suo elemento di riferimento – ci è stata nettamente superiore, ci ha sovrastato per quanto concerne forza fisica e dinamicità ma anche sul piano squisitamente estetico la Vecchia Signora non ha mancato di farsi beffe di un Milan assai troppo compassato e rinunciatario oltreché inferiore sul piano meramente tecnico.

Insomma, per dirla in soldoni, un disastro su tutta la linea pur se qualcosa, in finale di gara, c’è da recriminare. Ma è perfettamente inutile attaccarsi, per mettere le mani avanti, alle elucubrazioni decisionali di un arbitro, il signor Rizzoli, che quando vede bianconero stranamente gli si inarcano le sopracciglia, il sorriso si fa radioso e la conseguenza di tutto ciò è l’immediata perdita di razionalità, coerenza ed efficienza intellettiva. Ripeto, però, non commettiamo l’errore, come spesso accade, di additare al pubblico ludibrio le scelte di un personaggio che come tanti quando gli si mette addosso una divisa e gli si da un delicato attrezzo del mestiere da gestire (il fischietto, nella fattispecie), si fa forte del suo protagonismo per indirizzare le operazione in campo. Ma tant’è, ormai il danno è fatto e non c’è più alcun rimedio.

In molti, nel dopo-partita, si sono comunque chiesti il motivo per il quale l’undici rossonero si sia fatto così tanto irretire sul piano del gioco al punto che Menez e compagni non sono stati in grado di mettere in scena, anche dopo il gol dell’Apache, una sia pur piccola, ancorché timida reazione. D’accordo, chiediamocelo… Ma soprattutto serve, anche se solo per un attimo, fermarsi a riflettere e a domandarsi se è questo il Milan che dovrebbe, secondo i benpensanti, vincere lo scudetto (Berlusconi dixit!) o comunque, nel peggiore dei casi, giocarsela da pari a pari con l’elitè del calcio di casa nostra? Suvvia, non scherziamo. Siamo ancora lontani – assai lontani – dal recitare una parte da protagonisti sui verdi palcoscenici del nostro campionato; meglio – molto meglio – pensare a noi stessi, giorno dopo giorno, e non guardare al futuro con occhi concupiscenti. L’Europa ancora non ci attizza, non fa per noi… Restiamo coi piedi per terra perché di bastonate ne dovremo subire ancora parecchie. E non saranno facili da dimenticare.

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