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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan a piene mani
Milan a piene mani. Non sarà, l’undici di Pippo Inzaghi, una squadra che, sul piano del gioco, ruba l’occhio ma quando decide di far male non usa mezze misure.
E anche contro il Napoli, i rossoneri hanno voluto dimostrare che se la serata è di quelle giuste, non c’è… trippa per gatti. Un bel Milan, dunque, che per lunghi tratti ha messo in angoscia la indecifrabile e imbarazzante retroguardia azzurra; un Milan disinvolto q.b, ammiccante q.b, struggente q.b. E poi, quel Menez! Assolutamente immancabile, un vero e proprio spettacolo vederlo giocare al pari di Bonaventura (acquisto straordinario) dal quale questo Milan non può per nulla prescindere.
A fronte di una squadra che macinava gioco senza… voltarsi indietro, c’era un Napoli nettamente più forte dei rossoneri ma assai meno propositivo sul piano del collettivo. I partenopei recitavano prevalentemente a soggetto fino al limitare dell’area avversaria ma poi Higuain (impalpabile) e compagni si perdevano nelle loro piccole, inutili, sporadiche e infruttuose iniziative. Il Milan, invece, quando decideva di cambiare marcia lo faceva al di là di tutto e tutti e spingendo sull’acceleratore, trovava la via della rete con estrema facilità. Peccato, però che Montolivo e soci non sempre danno al loro gioco e alla manovra d’assieme quella continuità che servirebbe, altrimenti sarebbero guai per tutti.
Insomma s’è rivisto, al cospetto di un Napoli in totale desabillèe, un Milan in grande spolvero, fotocopia di quello ammirato contro l’Udinese e che aveva fatto ben sperare per il prosieguo della stagione. Invece la battuta d’arresto, inopinata per come è arrivata, contro il Genoa aveva fatto registrare qualche mugugno e non poche critiche nei confronti dei giovani virgulti rossoneri. Ora però il Milan è ripartito più pimpante che mai… Ma stavolta è doveroso non fermarsi nuovamente e contro la Roma, all’Olimpico, nel prossimo turno di campionato, serve ancora un colpo d’ala, una svolta definitiva per tornare, davvero, a guardare lontano a quella Champions League che manca e alla quale il Milan vorrebbe ancora aggrapparsi come un Panda al suo alberello di bambù.
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FOTO ZIMBIO.COM
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