-
EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: Adesso regalateci un sogno!
E adesso regalateci un sogno. Quello di vivere una stagione da protagonisti, senza limiti, e pazienza se siamo solo alla terza giornata e, in fondo, gli equilibri di classifica sono ancora del tutto da verificare.
Mettiamola così: se quella calcistica fosse invece una stagione scolastica, questo Milan-Juventus sarebbe il primo compito in classe di rilievo del quadrimestre. Non decisivo per promozione o bocciatura, ci mancherebbe, ma piuttosto indicativo per il proseguo dell’anno. Test del genere vanno affrontati con serietà e scioltezza, un mix difficile da creare ma potenzialmente devastante. Paradossalmente infatti questo Milan appena nato dalle macerie ha un bel vantaggio sulla rodata e vincente Juventus: quello di non avere nulla da perdere. Una sconfitta sarebbe quasi normale, d’altronde di fronte ci saranno i (tri)campioni d’Italia in carica, un’armata capace di rullare quasi tutti gli ostacoli (italiani s’intende) sul proprio cammino. Conte o Allegri non fa differenza, i bianconeri sono una macchina talmente oliata da non risentire (almeno per ora) del cambio di conducente. Non è così per noi, appena rialzatici dal tracollo 2013/14 che ci ha visti fuori dalle coppe e privati di qualsiasi dignità, sportiva e non. Eppure questo Milan ha qualcosa di speciale e non parlo solo dei gol (otto in due partite), delle sgroppate di El Shaarawy o delle magie di Menez. Quello che mi colpisce di più è lo spirito, tornato quello dei tempi d’oro come dimostrano le esultanze di massa dopo ogni rete nei pressi di mister Inzaghi. La squadra ha limiti tecnici innegabili che si spiegano solo in parte con gli errori dei singoli (se prendi cinque gol in due partite non è colpa della difesa bensì della fase difensiva) ma corre e lotta dal primo all’ultimo minuto. E così tutto diventa possibile, anche trovarsi in testa alla classifica e lanciare un guanto di sfida alla Juventus. Vincere, o quantomeno non perdere, avrebbe risvolti importantissimi dal punto di vista psicologico, proprio come una settimana fa alla vigilia di Parma. Il perché è presto detto. Avete presente la scintillante Roma di Garcia? Bene, ora fate uno sforzo di memoria è andate dietro di un anno, quando i giallorossi cominciavano la loro cavalcata in campionato che li avrebbe portati a dieci vittorie consecutive, dunque a contendere il titolo alla Juve. Nessuno credeva in loro, nemmeno gli stessi tifosi romanisti, ancora troppo scossi dal gol di Lulic in finale di Coppa Italia. “Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio” disse Garcia dopo essersi preso la rivincita sulla Lazio. Era il 22 settembre, quarta giornata di campionato. Da lì in poi tutti diedero credito alla Roma fino a considerarla (a torto o a ragione, solo il tempo ce lo dirà) la favorita per lo scudetto al pari della Juventus. Ebbene sarò matto ma vedo parecchie analogie con il Milan di Inzaghi, a cominciare dal mercato. Quella Roma, pur spendendo di più, mandò via le mele marce (Osvaldo), puntò su campioni in cerca di rilancio (Maicon) e su un tecnico giovane ma autorevole (Garcia), il tutto in un anno senza coppe. Il vero esame lo trovarono a metà settembre, lo superarono e iniziarono a volare. Le similitudini finiscono qui ma solo perché il Milan deve ancora cominciare la sua cavalcata. Battendo la Juve però tutto diventerebbe possibile, perché poi il calendario regalerà Empoli, Cesena e Chievo. Sulla carta (solo lì s’intende) nove punti belli e buoni. Lo so, sto sognando, d’altronde ho iniziato il mio editoriale proprio partendo da questo presupposto. In fondo però, viste le premesse, poterlo fare è già un successo.
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,151 Visite totali, nessuna visita odierna






