Milan, solo una boccata d’ossigeno

MR_Bertone

Una boccata d’ossigeno. Ancora non sufficiente per tornare a respirare a pieni polmoni, ma utile quantomeno per provare a ripartire. Poteva essere la settimana del tracollo, invece il Milan ha finalmente tirato fuori gli artigli.

Quattro punti raccolti nelle difficilissime (quasi proibitive) trasferte di Roma e Firenze sono tanta roba, specialmente di questi tempi. Merito di tutti, dalla società, tornata a farsi sentire grazie alla presenza di Galliani, all’allenatore, bravo a schierare gli uomini giusti al posto giusto, passando per i giocatori, apparsi più carichi, vogliosi, concentrati. E qui viene fuori il discorso già affrontato nelle scorse settimane: per ottenere risultati bisogna essere compatti. Non c’è squadra vincente che non abbia unità d’intenti dal presidente fino all’ultimo dei magazzinieri, questa è la verità. Ora, non è che al Milan sia improvvisamente scoppiata la pace, ma quantomeno possiamo parlare di tregua. Galliani e Seedorf non si ameranno mai davvero, ma se impareranno a rispettare i rispettivi ruoli senza pestarsi i piedi, il gruppo non potrà che beneficiarne. Il ritiro romano a cavallo delle due trasferte lo ha dimostrato: l’esperienza e il carisma di Galliani, unite all’intelligenza di Clarence, hanno ridato serenità alla squadra. Poi i risultati sono anche figli della fortuna, ma questo vale sempre, non solo ora. Trovare una Lazio frastornata dalla contestazione dei suoi tifosi o una Fiorentina decimata dagli infortuni può aver aiutato, però il Milan ha comunque mostrato progressi interessanti. Tattici anzitutto, ma anche mentali. Il 4-2-3-1, se applicato con intelligenza e volontà, è un sistema bello e vincente, come dimostrano diverse squadre in Europa e non necessariamente di primissimo livello. Se gli esterni tornano (ottimo per una volta il lavoro sporco di Honda), i mediani alternano interdizione (De Jong) e inserimenti (Muntari), i centrali difensivi mantengono alta l’attenzione e la punta svolge al meglio le due fasi, il risultato non può che essere positivo, quantomeno dal punto di vista del gioco. E qui subentrano i miglioramenti mentali, perché rispetto a 10 giorni fa (Milan devastato a San Siro dal Parma) si è vista tutta un’altra squadra.

Emblematico Mario Balotelli, fischiato e insultato dai suoi stessi tifosi per l’andatura caraccolante e mercoledì protagonista di un’ottima partita, una delle migliori mai disputate in maglia rossonera. Un gol propiziato e uno segnato, una tenuta nervosa quasi sufficiente (l’ammonizione per proteste è comunque arrivata, ma non si può pretendere la luna), una voglia di correre vista raramente in stagione. Guai però a esaltarsi, perché questo Milan ci ha già deluso troppe volte. Sabato contro il Chievo assisteremo alla prova del nove: dopo aver salvato la nave nei mari in tempesta di Roma e Firenze, Seedorf dovrà dimostrare di saperla condurre anche nel porto sicuro (?) di San Siro. Altrimenti lo spauracchio di Spalletti, appena allontanato, tornerà a farsi vedere più minaccioso che mai.

RIPRODUZIONE RISERVATA

1,114 Visite totali, nessuna visita odierna

Commenti

commenti