Milan: Troppe sfumature di grigio

Fabio Conte

Il grigio è un colore ambiguo. Si fan grigi i capelli quando l’esperienza supera la sfrontatezza, e così è meglio dire che son brizzolati.

Un vestito grigio è sempre elegante, ma mai metterlo se si è informali. Una zona grigia è incerta ma anche aperta a diverse soluzioni, a degli schiarimenti. Una maglia gloriosa è grigia come le foto in bianconero -che fa grigio- di un ragazzino, tale Gianni Rivera, preso dal Milan tanti anni fa. Se un periodo è grigio ci si augura  che si colori, uno di questi giorni, prima o poi.

Nella settimana delle “50 sfumature di grigio” trasmessa in tv, – ahimè non l’ho visto né intendo farlo- di grigio laddove ci doveva essere il rossonero se n’è visto parecchio.  Dopo la Viola ci si aspettava che si colorasse la via del campionato, ma ecco ritornare un grigio pareggio a Empoli ad ingrigire una classifica che solo qualche gradino più su sembra essere cromaticamente appetibile. La partita è stata anche vivace, il risultato giusto, e l’Empoli ha dimostrato di meritare il posto che occupa. Ma i tifosi rossoneri aspettano un filotto di vittorie per poter scalare la classifica, lo aspettano da anni a dir la verità, e rimangono costantemente delusi. Delusi lo son stati anche dopo l’andata della semifinale di Coppa Italia contro i grigi-rossocrociati dell’Alessandria all’olimpico di Torino, non tanto dal risultato ma da come è stato conseguito. Il battage mediatico su uno scontro d’antan non poteva azzerare il divario tecnico e di categoria. Differenza che s’è intuita ma non vista in campo. La formazione del Milan, giustamente rimaneggiata per il vicino derby di domenica, ha schierato quei rincalzi che anelavano una chance, ma che alla prova dei fatti hanno dimostrato perché sono sempre in panchina. In particolare ha deluso Mario Balotelli: in evidente carenza di forma, sotto la lente d’ingrandimento per sua natura e per le aspettative che suscita,  che continua a  atteggiarsi a super star senza mai dimostrare di esserlo. Sull’atteggiamento, suo e di tutta la squadra, si può recriminare. Perché se sei il Milan, nel particolare se sei Balotelli, il modo di porsi, di affrontare una qualificazione alla finale raggiunta colpevolmente l’ultima volta tredici anni fa, e in più se il fato ti ha spianato un tappeto rosso nel tabellone, devi entrare in campo e quanto meno bruciare l’erba, dare spettacolo, dimostrare fame e voglia. E invece eccoci qui ad accettare la grigia vittoria e le scusanti su forma, intesa e gioco assenti giustificati, ma poco comprensibili, coi grigi d’Alessandria onorevolmente ancora in corsa.

Così ci avviciniamo al derby, che non è mai una partita come un’altra, con il Milan dei titolari più sicuri del loro posto ma con poche speranze di rincalzi che possano portare un aiuto in caso di necessità, e con le certezze che vacillano una partita sì e una no: speriamo sia quella positiva.  L’Inter reduce dalla sonora sconfitta con la Juve in Coppa, è in cerca di rivalsa ma non più tranquilla come qualche settimana fa. I tifosi rossoneri sperano che la città indossi i propri colori, al contrario dell’andata, per risalire l’arcobaleno e per mandare nel grigiore dell’incertezza i diversamente cugini,  provando a regalar loro un’altra sconfitta in trasferta in questa settimana. La squadra di Mancini potrebbe accusare il colpo, e magari Mihajlovic potrebbe sperare d’iniziare una serie positiva come quella dell’amico all’andata, che potrebbe far cambiare la stagione del Milan ed il suo futuro.

Le divise grigie della Guardia di Finanza, han fatto visita alla sede del Milan e di molte altre società di serie A e di B per acquisire carte sull’indagine denominata “Operazione Fuorigioco” della procura di Napoli. Le motivazioni lette, cioè irregolarità di procuratori sulle tasse scaricate dalle società,  su affari di molti anni fa vicini della prescrizione, mi sembrano più eclatanti che rilevanti e perseguibili, soprattutto nei i nomi di tanti, curiosamente non tutti,  presidenti e responsabili a.d.  ben evidenziati nei titoli dei giornali e nell’immaginario popolare. Tra l’altro molte di queste situazioni sono superate dalle recenti regole approvate sui rapporti tra procuratori e società.  Vedremo cosa risulterà e come andrà a finire, ma l’impressione è che si dissolverà in una bolla di sapone.

Tante quindi le sfumature di grigio che avvolgono il Milan come una nebbia, ma anche tante le possibilità di uscire dal torpore e trovare il sole colorato. Ci vuole solo un po’ di volontà, un po’ di voglia; mica ci vorranno delle frustate, no?

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