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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: un’involuzione raccapricciante
Cari Lettori Rossoneri,
nella giornata in cui il campionato 2014/15 effettua il “giro di boa”, nel consueto anticipo del sabato, Inter e Roma “bucano le gomme”, del resto recentemente un po’ sgonfie, rispettivamente da un lato rinfocolando le speranze di quelle squadre che ambiscono al terzo posto e, dall’altro, esaltando l’idea di fuga della Juventus, candidata, per penuria tecnica di rivali, al quarto titolo consecutivo di questo modestissimo campionato italico. Il Napoli si insedia al terzo posto, specchio reale del suo valore, vincendo in casa della Lazio nell’anticipo domenicale dell’atipica ora di pranzo.
In questo scenario, il Tifoso Rossonero si porta a San Siro o, melius, visto lo scarso numero dei paganti, si siede dinanzi alla TV con il cuore pieno di angosciante speranza. Si chiede se è possibile invertire l’inerzia di un campionato che in questo 2015 è stato subito avaro non solo di soddisfazioni ma addirittura di speranze, distrutte da una squadra che si è via via persa, senza un gioco, senza testa né coda, senza un’anima. Era questa la squadra vista all’Olimpico di Torino, ove è riuscita a “scippare” fortunosamente un punto immeritato.
Il calendario fa “scendere” al Meazza l’Atalanta, in piena zona retrocessione, proprio dopo la sciagurata prestazione di Torino, peraltro successiva ad altra altrettanto negativa, con meritata sconfitta casalinga, con il Sassuolo alla ripresa del campionato il giorno della Befana.
Sulla carta, quindi, una partita piena di insidie, “tremenda”, che non permette alcuna distrazione e che non si può proprio sbagliare.
Il Tifoso Rossonero si attende una squadra che giochi con il coltello tra i denti, che vada su ogni pallone, che morda le caviglie all’avversario, che presenti un gioco quantomeno accettabile, magari impreziosito da qualche scambio stretto e da qualche giocata pregevole, che non rischi nulla in difesa.
In effetti, la squadra era apparsa, alla ripresa del campionato dopo la pausa Natalizia, clamorosamente, in affanno contro Sassuolo e Torino, come se la pausa invernale, paradossalmente, invece di rigenerarla, la avesse affossata.
Soprattutto, il Tifoso che va a San Siro (o si siede dinanzi alla TV) si aspetta giustamente una reazione psicologica, un’attenzione peculiare all’aspetto non solo tecnico,ma soprattutto emotivo e comportamentale.
In buona sostanza, non si aspetta nulla di eccezionale, ma una semplice reazione di orgoglio al “nulla” di Torino, all’umiliante “nulla”. Per dare un briciolo di speranza al futuro e per non far rivivere la brutta annata passata.
E cosa accade, invece, a San Siro?
Il Milan buca clamorosamente le proprie gomme (altro che sgonfie…), “confeziona” la quarta sconfitta casalinga, perde meritatamente contro una modesta Atalanta, che si porta a casa l’intero bottino, con merito ed addirittura sfiorando il raddoppio nel primo tempo, sprofonda in classifica ai livelli dello scorso anno. Ma, soprattutto, presenta un’involuzione raccapricciante, una forma fisica insufficiente, una atletica assolutamente deficitaria, una carenza di schemi e di idee imbarazzanti.
Non c’è nessuno da salvare, forse eccetto Diego Lopez ed il solito Bonaventura.
C’è, invece, da “crocifiggere” un improponibile, irritante Menez, tornato ai…livelli di quello evanescente di Roma o impalpabile di Parigi, un Menez che diviene stucchevole quando rilancia l’azione vincente dell’Atalanta con l’ennesimo inutile colpo di tacco sbagliato, così come una difesa assolutamente “carente” ed un centrocampo tutto da rifondare, partendo proprio da Montolivo che, nel giorno del suo 30° compleanno, ha …inanellato l’ennesima insufficiente prestazione, palesando, ancora una volta, di non essere non solo ”uomo squadra”, ma addirittura un centrocampista “da Milan”.
Una partita stucchevole.
Basti pensare che nel secondo tempo, nonostante l’ingresso di Pazzini, riesce a produrre solo una girata di testa di uno spento “faraone” e di un insufficiente Rami. Null’altro! Solo tanta confusione, tanta insicurezza, tanta paura che ottenebra la mente e blocca le gambe.
Il problema di questa squadra, prima di essere tecnico ed atletico, è soprattutto psicologico.
La squadra non ha, infatti, fiducia in se stessa e lo scarsissimo bottino di queste ultime dodici partite (solo dodici punti!) è la conseguenza proprio di questo: la fragilità psicologica, la pochissima autostima che ha in se stessa.
Il “nocchiero”, questa volta, è chiamato a dare risposte esaustive e chiare.
Senza dilazioni e riserve. Che non sarebbero più tollerate dai Tifosi e dall’opinione pubblica.
Siamo certi che l’onestà intellettuale che contraddistingue la Persona Inzaghi lo indurrà a sceverare quali siano i veri problemi di questa squadra e, ci si augura, a risolverli nel modo migliore e più celere.
Pippo Inzaghi si è dichiarato “il colpevole” nella conferenza stampa post-partita ed ha parlato di “esame di coscienza”
Certamente, i problemi sono tanti e gravi. E ci affliggono.
Né il mercato di riparazione può dare alcun conforto.
In effetti, il problema di questa squadra è strutturale e non saranno certo due o tre innesti di mercato a cambiare il trend.
Ma i problemi, dopo un’analisi attenta e poliedrica, che permetta di “guardarsi dentro” vanno risolti assolutamente.
Ed al più presto.
Il tempo non è infinito….
Per nessuno.
Vediamo cosa accadrà!
Nonostante tutto, buona settimana Cari Tifosi Rossoneri.
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