Vedere il Milan con occhi di bambino

Fabio Conte

Si ricomincia. Si ricomincia con un presidente, Berlusconi, un a.d., Galliani con una squadra praticamente identica a quella dell’anno scorso, uniche eccezioni Paletta che era in prestito, e Suso che lo è stato per mezza stagione. C’era anche Mihajlovic, solo che era seduto sulla panchina avversaria.

Montella, unica eccezione, unica importante novità, s’è messo di buona lena a lavorare e a munirsi di una sana e flemmatica pazienza, per poter gestire un anno difficile, di transizione epocale che porterà, forse, il Milan ad una svolta cruciale per la sua storia. Per adesso come detto però, è lo status quo che regna, e bisogna fare buon viso a cattivo gioco. Oddio, il gioco non è stato neanche male contro il Torino, a tratti, soprattutto nel primo tempo, ma alla fine sono state le note liete dello scorso anno a tenere a galla i rossoneri, cioè Carlos Bacca e Gigio Donnarumma. Siamo ancora in pieno agosto –personalmente trovo assurdo l’inizio in piena estate, ma ormai è il trend europeo-, e la forma non è ancora completa, soprattutto vista l’itinerante e faticosa turnè americana, che certamente non ha permesso un’adeguata preparazione anche se ha dato qualche certezza mentale per le discrete prove disputate. Infatti, il più in forma è apparso proprio Bacca che è rimasto a Milanello a lavorare, assieme a Lapadula. Se tanto mi dà tanto, attendiamo con ansia l’esordio dell’ex pescarese.

C’erano anche i tifosi della curva domenica, a sostenere ed incitare la squadra. Nessun coro di contestazione contro Galliani, aspettandone la prossima dipartita, societaria s’intende, né contro la proprietà che sta lasciando in modo modesto, aspettando la conclusione dell’affare, neanche fosse un’anelante Marina alla deriva, pronta a mollare la zavorra in vista del porto. Credo che anche i più irriducibili contestatori dell’a.d. ammetteranno che mai era stato mandato così allo sbaraglio, a collezionare questue e donazioni, senza liquidi e non supportato da una società che non c’è più, non previsto da una società che chissà come sarà. Spero che finisca presto il mercato, possibilmente con l’arrivo di un centrocampista di qualità e, a mio parere, anche di un trequartista, compatibilmente alle possibilità ovviamente, ma soprattutto senza che sia ceduto nessuno di chi è stato, e dovrà essere, l’ossatura della squadra per il prossimo futuro.

Il lavoro di Montella quindi, non parte dalla “tabula rasa” che lamentava Mihajlovic, soprattutto a livello psicologico, da cui aveva dovuto iniziare la scorsa stagione. E gli acquisti dell’unico mercato, lo scorso, che abbia avuto un minimo di sostegno finanziario negli ultimi anni, possono dar frutto e consolidarsi proprio dopo una stagione, pur se travagliata, di assestamento. Non a caso la formazione schierata domenica è così vicina a quella del miglior Milan del campionato passato, quando sembrava essere stata trovata, per qualche giornata,  la quadratura. Il tecnico campano ha sicuramente la capacità di portare la squadra ad un livello di gioco migliore, valido e piacevole, e al di là delle lacune della rosa, e permettere alla squadra di disputare un campionato dignitoso e divertente ci auguriamo. Ma le velleità di successo, e forse di piazzamento, mi sembrano poche e complicate, visti gli acquisti e la forza economica messa in campo dalle avversarie. Sarà quindi, proprio  uno spirito nuovo, o dimenticato, con cui bisognerà seguire i rossoneri. Fare un bel respiro di rilassamento, dimenticare bacheca e palmares, ricordare vittorie e glorie con un sorriso nostalgico di una dolce e lontana conquista. Con un po’ di meditazione ayurvedica, profondi respiri controllati, magari si riuscirà ad tornare allo stadio con quel sorriso e quella voglia che si aveva da ragazzi, e che oggi non tutti i ragazzi hanno, né tutti gli spettatori. Di presentarsi nel tempio del calcio, perciò, a vedere, o sperare di vedere, il bel gioco, abbandonando un po’ quella rincorsa alla vittoria a tutti i costi, cercando il divertimento dato  dalla prestazione di entrambe le squadre, dalla partita. Sì, lo so che è utopia, e non le ho mai amate. Son sicuro che sarà difficile. Ma credo possa essere l’unico modo per ricominciare, o continuare, a gustarsi le partite del Milan oggi, lasciando fuori dalla mente e dai 90 minuti, mancanze passate, dubbi futuri, ansie di coperture finanziare, assetti societari, fondi d’investimento sconosciuti. Scrollarsi di dosso tutto il pregresso con cui oggi ci si avvicina alla partita, come ritornassimo bambini incoscienti, ammaliati dal verde brillante dell’erba nel grigio dell’enorme stadio e da quei ventidue che provano ad emozionarci.

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