Kaka, l’amore per la maglia e quella clausola che fa male

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C’è un sottile, ma chiaro, velo di tristezza che avvolge, inesorabilmente, i gioiosi e splendenti – forse mai in questa stagione – colori rossoneri. Un velo che fa da contraltare alla splendida prestazione offerta dai ragazzi di Mister Seedorf contro il Chievo ieri sera a San Siro.

Il più bel Milan dell’era Seedorf, attento, aggressivo, propositivo ma mai sbilanciato, compatto ed equilibrato ma sempre, al contempo, voglioso di imporre gioco e fare la partita. Una squadra forse davvero – per la prima volta – “squadra” nel pieno senso del termine, con movimenti corali ed acuti dei grandi solisti (Balotelli, Kaka), con un Honda in progresso ed una difesa attenta ed imbattuta per la seconda partita di fila.

Eppure…Eppure a questa gioia, nello sguardo, nell’animo e nel cuore di ogni tifoso rossonero, da ieri si mescola un senso di amarezza se non di sconforto. Kaka, il Ricky Kaka che tutti i sogni del popolo milanista anima  e colora, il Ricky Kaka delle 300 partite in maglia rossonera, il Ricky Kaka capitano ed autore di una splendida doppietta, può abbandonare il suo popolo, la sua gente, la sua maglia ancora una volta. E stavolta per sempre.

Perchè se addio sarà, a Giugno, non vi sarà ritorno. Niente cuore, niente amore dichiarato e sbandierato ai quattro venti, niente legame indissolubile con il club cui ha sempre dichiarato di dovere tutto. Stavolta, se sarà addio, Ricky non si volterà indietro. E scriverà la parola fine.

Esiste una clausola, nel contratto che da Settembre scorso lega Kaka al Milan fino al 30 Giugno 2015, secondo la quale il giocatore può, in caso di mancata partecipazione alla prossima Champions League, sciogliere anticipatamente il vincolo e ritenersi libero. Clausola confermata pubblicamente ieri sera dall’AD rossonero Adriano Galliani. La speranza di tutti è che Kaka, di questa clausola, non si avvalga mai.

Tra tante, permetteteci una domanda.

Dov’è finito il grande amore di Kaka, da sempre proclamato, per il Milan, i suoi tifosi, la sua maglia?

Se Riccardo decidesse di liberarsi anticipatamente ed accasarsi altrove, la destinazione, notizia di stasera, è già pronta: gli Orlando City di Phil Rawlins, nella Major League Soccer. Il Tweet del presidente del club americano è inequivocabile: “Noi siamo pronti quando lo sarai tu Riccardo”. Dunque, il copione sembra già scritto. In caso di mancata, e quantomai probabile, convocazione da parte di Felipe Scolari, ct del Brasile, per i prossimi mondiali, Kaka sarebbe pronto a far le valigie.

Niente più stimoli, niente più voglia di correre e di sacrificarsi anche sulla fascia, in un ruolo non certo suo e per di più a 31 anni, niente più voglia di confrontarsi con il calcio professionistico. Certo, il fisico fa la sua parte, con un ginocchio non più stabile ed integro come una volta. Certo, la possibilità di vedersi ridotto l’ingaggio la prossima stagione del 20%, causa assenza dalle coppe, ha il suo peso. Ma soprattutto, stavolta, conta la testa, la volontà, ciò che spinge Kaka a giocare nel Milan ancora oggi, dopo il suo ritorno.

Delle due l’una. O Kaka è tornato da Madrid semplicemente per mettersi in mostra in vista del mondiale e sfruttare il Milan come vetrina. Vetrina che, in caso di obbiettivo mancato, non serve più e non vale la fatica di un campionato duro come il nostro. Oppure Ricky ha scelto il Milan davvero per amore, riducendosi di quasi al metà lo stipendio e rimettendosi in gioco per dimostrare a tutti, sè stesso ed i suoi tifosi, di non essere un giocatore finito.

A Kaka la risposta. Con la consapevolezza che un suo nuovo addio tra qualche mese, stavolta, più che lacrime, creerebbe una triste ed amara consapevolezza.

Perchè certi amori, anche i più belli, possono non avere il lieto fine…

 

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foto: gazzetta.it

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