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EDITORIALE DEL GIORNO
Taarabt, genio e sregolatezza alla corte di Seedorf
Il calciomercato si sa è imprevedibile e regala sempre sorprese.
L’ultima scommessa del Milan a riguardo si chiama Adel Taarabt, trequartista dal destro molto caldo ma abile anche con il mancino, 25 anni da compiere a maggio e prelevato in prestito secco dal Fulham fino a fine stagione.
Cresciuto nel Lens, approdato non ancora 18enne al Tottenham, ha fatto spesso parlare di se per il suo carattere forte, alternato ai colpi di classe mostrati durante la sua parentesi al Qpr.
Nel suo primo anno con gli Spurs fatica a trovare spazio e sceglie di cambiare squadra e categoria per giocare con maggiore continuità. Nel 2009 passa così in prestito al Qpr di Briatore diventandone in poco tempo il trascinatore della squadra.
Acquistato definitivamente dal Qpr nel 2010, al termine della stagione grazie proprio al talento di Adel gli Hoops vincono il campionato e tornano in Premier dopo 15 anni. E’ il momento di massimo splendore di Adel trascinatore in campo e nominato giocatore dell’anno dai tifosi biancocelesti.
Il ritorno in Premier è però condito da alti e bassi: decisivo contro Arsenal e Tottenham è ricordato però soprattutto per aver abbandonato lo stadio all’intervallo della partita con il Fulham poichè sostituito. Con la retrocessione dello scorso maggio lascia poi il Qpr per trasferirsi in prestito al Fulham.
Controverso infine il suo rapporto con la nazionale. Selezionato per la Francia nelle rappresentative giovanili, giocò nell’Under 17 e 18,nel 2009 sceglie poi di giocare per il Marocco, una scelta dettata dalle origini dai problemi di razzismo emersi ogni tanto nella selezione trasalpina, come raccontato dallo stesso Taarabt in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “Mio padre, marocchino, insisteva per i Bleus, ma a casa si mangia e si parla arabo. Mi sento francese, ma l’inno del Marocco mi fa vibrare più della Marsigliese. E la Francia ha un problema di razzismo. Se scoppiano casini in nazionale è sempre colpa dei neri, dei Nasri, Ben Arfa, Benzema, mai dei Menez che non è neanche un cognome francese. Allora tanto vale convocare solo bianchi. Hanno massacrato Nasri all’Europeo, ma nessuno sa che quando ha vinto la Premier League contro di noi del Qpr all’ultima giornata piangeva perché sua madre da tre anni è malata di cancro in ospedale”. Una parentesi durata però poco perchè nel 2011 litiga con l’ex c.t. del Marocco Gerets e lascia la nazionale senza più tornarvi.
Mai banale nelle dichiarazioni, sul campionato italiano ha sempre detto di ammirare in Italia il lavoro di Conte ma di preferire la cultura milanista dove ha giocato anche il suo ex compagno Boateng così come quando arrivò al Tottenham disse senza problemi di preferire l’Arsenal agli Spurs.
A 25 anni il Milan rappresenta l’ultima chances per questo ragazzo di affermarsi nel calcio che conta, una possibilità che il CR7 del Marocco non vuole assolutamente gettare alle ortiche visto che, sempre parlando di Milan, ha sempre visto la squadra rossonera come il trampolino di lancio ideale verso un futuro da campione.
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foto: sport.libero.it
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