MILAN-EMPOLI 1-1: LE PAGELLE ROSSONERE

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Milan-Empoli 1-1 (Destro 40′, Maccarone 68′)

 

Diego Lopez 5 – Lascia la squadra in 10 toccando con le mani fuori dalla sua area il tentativo di conclusione di “ciccio” Tavano. Il tutto per provare a rimediare ad un suo imperdonabile errore su rinvio, episodio che macchia indelebilmente la sua partita.

Rami 5 – In evidente difficoltà su Mario Rui e Croce. Bella statuina in collaborazione con Paletta sul gol di Maccarone.

Alex S.V.

Bocchetti (dal 8′) 5,5 – A volte traballa pericolosamente, soprattutto in fase di disimpegno.

Paletta 5 – Passo indietro rispetto alla confortante prestazione di Torino. Oggi non ha il passo ed il gol empolese è soprattutto colpa sua: “Big Mac” era l’uomo che doveva prendere in marcatura.

Antonelli 5,5 – Cerca di proporsi con continuità, ma non azzecca un cross. Assomiglia ad Abate e sembra il fratello cattivo dell’Antonelli visto a Torino.

Honda 5 – Da lui ci si aspettano prestazioni più offensive, visto che gioca da esterno. Non salta l’uomo e non cerca mai il rientro sul suo piede, in modo da crearsi lo spazio per concludere a rete.

Cerci (dal 79′) S.V.

Poli 5,5 – Anche lui in difficoltà in mezzo al campo mentre cerca di limitare il lucido possesso palla dell’Empoli.

De Jong 5 – Come Poli ma ancora più in ombra. In balia dei pari ruolo avversari.

Bonaventura 6 – Duttile come al solito. Ha le due fasi e non è una novità, cerca di ripiegare e sfodera l’assist per il gol di Destro.

Menez 6 – Le poche volte che il Milan affonda lui c’è sempre. Non è in giornata di grazia ma porta a casa la sufficienza. Il contropiede del vantaggio parte da lui.

Destro 6,5 – Un tiro, un gol. Si riconferma un grandissimo finalizzatore. Servirebbe una squadra che sia in grado di fargli arrivare costantemente il pallone in area di rigore, perché lui sbaglia davvero poco.

Abbiati (dal 85′) S.V.

All. Inzaghi 4,5 – Il suo Milan è dominato sul piano del gioco e anche su quello fisico. Ormai chiunque venga a San Siro fa la partita senza problemi e si impone sulle macerie di quello che resta del diavolo. Ogni tanto un lampo dei singoli o un errore degli avversari rendono la sua squadra pericolosa. Non può assolutamente bastare.

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