Massimo Ambrosini, ex soltanto sulla carta

ilrestodelcarlin.it - Massimo Ambrosini

Se si parla di Fiorentina e Milan non si può non parlare di Massimo Ambrosini.

Parlarne oggi, di fronte ad una delle peggiori annate che il club ricordi, è un pò come darsi la zappa sui piedi da soli, è come andare a stuzzicare una delle tante ferite ancora aperte. Nessuno può ricordare la data del 4 luglio 2013 senza avere un groppo in gola o senza sentire ancora l’amaro in bocca. Il primo a sentirlo ancora sarà indubbiamente lui, Ambro, indimenticata bandiera rossonera che ha contribuito a portare il nome del Milan in giro per l’Italia, l’Europa e il mondo.

Uno degli ultimi Senatori, uno degli ultimi che teneva legato il glorioso passato del Milan all’inesorabile declino che ha investito il club, colui che ha ereditato la fascia da Capitano dall’illustre predecessore Paolo Maldini, colui che è stato consegnato nelle mani del nemico con una freddezza che nessuno ha dimenticato e potrà dimenticare.

18 gloriosi anni in rossonero, che avrebbero forse meritato un saluto migliore, un saluto degno dell’uomo e del professionista che è Massimo Ambrosini. Mai una parola di troppo, mai un atteggiamento sopra le righe, quando è stato il momento ha fatto la valigia in silenzio nell’indifferenza delle alte sfere ed ha ricominciato con umiltà nella sua nuova casa a Firenze. Forse si sarebbe aspettato un epilogo diverso, forse credeva di poter dare ancora qualcosa al Milan, forse mai avrebbe immaginato un saluto così algido, del tutto simile a quello riservato al compagno Maldini qualche anno prima.

Chi ad oggi ha archiviato serenamente la dipartita del mitico Ambro, chi oggi non sente la sua importante presenza a centrocampo e chi sarà capace di guardarlo questa sera senza un velo di malinconia negli occhi, si faccia pure avanti.

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FOTO: ILRESTODELCARLINO.IT

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