È bastata una sconfitta col Palermo per far riaffiorare vecchie ruggini e vecchi dissapori. È bastata una sconfitta – la seconda – in un campionato che ci vede a soli tre punti dal terzo posto per rivedere le solite patetiche scenate e le solite stupide critiche. È bastata una sconfitta per evocare il fantasma di Clarence Seedorf sopra Milanello e ritornare sul complotto e la finta battaglia politica per cui un allenatore che ha trattato come l’ultimo dei magazzinieri il proprio vice e chiunque non gli andasse a genio nella squadra.
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