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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: Ancora una buona prova ma ancora una sconfitta
Che dire? Non ci sono parole… Ancora una buona prova ma ancora una sconfitta. Non se ne può davvero più. Il cambio di allenatore – da uno sconcertante Allegri ad un rivitalizzante Seedorf – non pare aver giovato più di tanto al Milan, almeno per quel che concerne i risultati.
Sul piano del gioco, invece, si devono solo elogi al giovane tecnico olandese per aver cambiato la mentalità della squadra ma ci sono ancora molte cose da rivedere e da registrare. Soprattutto nella ripresa quando, con puntualità quasi certosina, l’undici rossonero cala vistosamente sul piano fisico lasciando agli avversari, chiunque essi siano, campo libero dove agire indisturbati e infinite “praterie” nelle quali inserirsi per puntare a rete. Ed è proprio così, ancora una volta, che il Milan ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ad un avversario che, ripartendo in velocità, ha messo con le spalle al muro Montolivo e compagni portandosi a casa il risultato pieno.
Quinta battuta d’arresto per un Milan che invece puntava a regalare e regalarsi un successo importantissimo non solo per la classifica ma anche e soprattutto per quell’autostima che ai rossoneri serve come il pane pure in vista del match di ritorno in Champions League a Madrid contro l’Atletico. Invece, nulla… I ragazzi di Seedorf hanno sì disputato, al “Friuli”, una gara di buona intensità ma se non si riesce a mettere la palla dentro (ed è già da qualche tempo che si fatica a trovare la porta) è inutile recriminare. Bisogna che Balotelli, Pazzini e compagnia, là davanti, se ne facciano una ragione; è questo l’incipit dal quale non si può assolutamente prescindere. Giocare bene è d’obbligo, ma segnare è… imperativo. E’ vero, si può anche vincere giocando male, ma non è questo il “desiderata” di un presidente che vuole sempre primeggiare ed essere, con il suo Milan, al centro dell’attenzione.
Quindi, speriamo che questa “mattanza” di risultati negativi sia finalmente agli sgoccioli. Perchè d’ora in avanti bisognerà ritrovare la strada giusta e le ovvie motivazioni per poterla percorrere senza ulteriori intoppi. Non serve cercare l’impossibile, basta essere se stessi per ritrovare serenità e quel pizzico di buona sorte che è finora mancata. Ma in particolar modo è determinante ritrovare, riappropriandosene, di quel “killer instint” smarrito lungo la via maestra perchè è solo con quello che si torna a sorridere e a riannodare i fili di un discorso lasciato troppo frettolosamente alle spalle. Ma di riflesso serve mettere anche in campo, sempre, la formazione migliore possibile (vero Clarence…!) senza troppo badare e quel che sarà domani. Certo, l’Atletico del Cholo, è lì, dietro la porta, ma sull’uscio c’era l’Udinese che non s’è fatta scrupoli a farsi beffe di un Milan con qualche defezione (voluta) di troppo. Ma tant’è! Ormai la frittata è fatta… Servirà da lezione. Almeno si spera.
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FOTO ZIMBIO.COM
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