Milan-Inter: obbiettivo derby

Fabio Conte

Ci sono annate strane, per nostra fortuna rare negli ultimi 28 anni rossoneri, dove quello che si vede accadere in altre città, succede anche da noi.

I derby di Torino, Roma o Genova hanno sempre attratto la curiosità di un appassionato di calcio di Milano, ma oggettivamente, tranne in rare occasioni  non si è mai pensato che fossero la stessa cosa, che avessero la stessa importanza. Guardando il calcio estero nei loro derby di solito si sceglie una squadra per simpatia, maglia o storia e si segue con tiepida trepidazione l’esito finale; a Londra poi, con tutte quelle squadre… Insomma, non vorrei fare il “milanese imbruttito” ma il Derby in Italia ed in Europa, per storia e trofei,  è quello di Milano! Però in quest’annata strana ci si sfida sui social network per Ancelotti o Mourinho, se sia meglio la decima o la prima del Cholo.  Ci si schiera, di solito con buona omogeneità milanisti da una parte interisti dall’altra per altri, per delega, non avendo la qualità e le speranze di potersi confrontare, come in passato, a quei livelli. Ma è un palliativo perché in realtà si aspetta domenica, si trepida, si contano i giorni perché anche un derby che può dare poco per la classifica, in tono minore, fa tremare le vene, fa vibrare il diaframma, perché chi è veramente tifoso aspetta di vendicare un tocco beffardo o spera di replicarlo. Quello di quest’anno sarà una gara forse tecnicamente non eccelsa, con lo scarso appeal dell’Europa League, con curve alleate contro gli eccessi di regole a loro discapito, ma con i tifosi spiccioli, la maggioranza, che accantoneranno in questa settimana  i malumori e le critiche quotidiane per le proprie squadre,  pronte  a perseguire l’unico obbiettivo di felicità che rimane: andare in vacanza con il sorriso!

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