Lasciatemi ringraziare Seedorf per il buon lavoro fatto

MR_Bertone

Sale la febbre mondiale, sale la febbre per il nuovo Milan. Contestualmente all’avvicinarsi di Italia-Inghilterra continuano le manovre per la squadra rossonera del futuro, a piccoli passi s’intende eppur qualcosa si muove e questa, amici milanisti, è già una bella notizia.

Ad oggi infatti, 13 giugno 2014, solo il Milan tra le grandi ha messo a segno un paio di operazioni di livello: parametri zero certo, ma d’altronde a Caval Donato non si guarda in bocca… Considero due bei regali gli acquisti di Alex e Menez, il primo titolarissimo nel Psg campione di Francia e nelle prime otto d’Europa, il secondo cavallo (rieccoci!) di razza mai davvero svezzato da nessuno, ma comunque capace di numeri d’altissima scuola. Arrivassero anche i riscatti di Rami (a un passo) e Taarabt (più lontano, ma non impossibile), oltre a quello già ufficiale di Poli, considererei l’opera a buon punto. Non mi faccio ingannare dalla classifica e dalla scorsa stagione, per me la rosa del Milan è di buon livello e in grado di arrivare nelle prime 5 del campionato senza grossi patemi già così. Con acquisti giusti e mirati anche il terzo posto potrebbe essere alla portata, come ha dimostrato il girone di ritorno targato Seedorf. Che, nonostante le 6 sconfitte rimediate (Napoli, Juventus, Udinese, Parma, Roma e Atalanta), ha portato in dote 35 punti che, moltiplicati per due, fanno 70: non abbastanza per arrivare in Champions (il Napoli ne ha fatti 78) ma più che sufficienti quantomeno per lottare per la medaglia di bronzo. L’anomalia infatti è rappresentata dai 22 raccolti da Allegri in 19 giornate (!), ruolino che ha azzoppato, per non dire gambizzato, la corsa all’Europa. Ecco, per l’ultima volta (almeno ci provo) lasciatemi ringraziare Seedorf per il buon lavoro fatto in casa Milan. Avrà avuto anche tutti contro e non certo per partito preso, ma i risultati parlano per lui. Strana la vita di Clarence, l’unico allenatore al mondo per cui i punti vengono dopo una miriade di altri aspetti. Non dico che l’esonero sia inspiegabile, in fondo una società ha sempre il diritto di scegliersi i suoi collaboratori. A lasciarmi interdetto sono le modalità con cui questo è avvenuto, perfettamente sintetizzate dallo scarno comunicato stampa redatto da via Aldo Rossi, perfetta consecutio temporum delle fredde, glaciali, parole di Berlusconi nei suoi confronti. Fonti ben informate mi dicono che sarà proprio il presidente a saldare il conto con Clarence, dal suo patrimonio personale s’intende: fosse così quantomeno la faccia (la sua eh) sarebbe salva. Come ha detto Gattuso (uno che chi scrive ama letteralmente alla follia) dispiace per Seedorf, ora però è il tempo di stringersi attorno a Inzaghi. Pippo è un guerriero del lustro 2002 – 2007, quinquennio che ci ha regalato così tante soddisfazioni che quasi non ce le siamo neanche godute. E’ stato tacciato di essere uno yes man, io non credo affatto che lo sia. Ha solo un carattere più incline al dialogo e al compromesso, conditio sine qua non per lavorare nel Milan attuale, ma non per questo accetterà di esporsi a brutte figure. Nessuno nel mondo rossonero vuole più farne, da un Berlusconi in caduta libera di consensi politici a un Galliani alla prova del nove della carriera, passando per una Barbara che deve ancora trovare il suo posto a Casa Milan (perdonate l’ironia). Ecco perché, nonostante la febbre mondiale (e anche quella da aria condizionata) faccia brutti scherzi, io sono fiducioso.

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