-
EDITORIALE DEL GIORNO
In bocca al lupo Inzaghi
Non può lasciare indifferenti la scomparsa di una leggenda come Alfredo di Stefano. Argentino di nascita, con un cognome italiano come tanti laggiù, nato in un calcio non ancora strutturato ma già globale si trasferisce non senza polemiche al potente, anche politicamente, Real Madrid di Santiago Benabeu.
In una squadra leggendaria, prende le redini del gioco e crea il mito del grande Real vincendo le prime cinque coppe dei campioni. La terza contro un Milan in una partita memorabile finita 3-2, e descritta come una gara eccezionale dai commentatori e dallo stesso Di Stefano. Definito il più grande di tutti da Gianni Brera e da Maradona – ma do più credito al primo che l’aveva visto giocare – la “Saeta Rubia” entra senz’altro nell’olimpo dei migliori calciatori di tutti i tempi.
Silvio Berlusconi, ogni tanto, nomina Santiago Bernabeu, come termine di paragone per la sua storia presidenziale. Non senza una punta d’orgoglio, numeri alla mano, afferma di aver vinto più di lui e che meriterebbe maggior riconoscenza. Tanti e grandi sono stati i meriti della gestione Berlusconi, e hanno fatto la fortuna di chi come me ha vissuto la gran parte della propria vita, seguendo e tifando il Milan in Europa e nel mondo. Ma si sa, sic transit gloria mundi. Per questo chiediamo al presidente un altro sforzo per rinsaldare la sua supremazia come proprietario più vincente. E’ un anno di rinascita, di rifondazione. Spero Berlusconi riesca a ricreare quella convinzione di vittoria che in prima persona nei primi anni, scegliendo le giuste persone poi, ha scritto la storia dei rossoneri da quasi un trentennio. La delega alla figlia Barbara sembra possa aprire nuovi orizzonti, l’esperienza di Galliani segue strade consolidate. Troppo forse? Non servirebbe una sferzata di novità anche nelle difficili strategie del mercato? Sotto la cenere cosparsa dal Presidente credo covino ancora braci pronte riaccendersi tra i due A.D. E la scelta del presidente della Federazione potrebbe essere la scintilla. Ecco perché spero che nel summit a Villa San Martino, il Presidente abbia ripreso le redini della società indirizzando, con polso fermo e mano al portafoglio, la via per ritornare a vincere. Così il futuro stadio si potrà anche intitolare “Silvio Berlusconi”: sulle ali della gloria nessuno avrebbe da ridire.
La via alla gloria si fa con programmazione, pazienza e tenacia. Questo insegna la clamorosa semifinale tra Brasile e Germania finita 7-1 per i tedeschi. Giovani che crescono, gruppo coeso, gioco corale portano a risultati che la ricerca del campione particolare e appariscente non assicurano di certo. Per arrivare ad una finale, otto per la Germania nel Mondiale,e il Milan, nella competizione a cui tiene di più la Champions ne ha fatte tante,servono buoni giocatori con un grande cuore, guidati da un allenatore caparbio. Sapete tutti a chi sto pensando. Domani inizia l’avventura: in bocca al lupo Pippo Inzaghi.
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,154 Visite totali, nessuna visita odierna







