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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: bisogna recuperare un pizzico di credibilità e orgoglio
E’ finita nel peggiore dei modi. La Guinness Cup è stata per il Milan, sotto tutti i punti di vista (ad eccezione di quello economico), un vero e proprio calvario, un’esperienza da dimenticare in tutta fretta e possibilmente senza accampare scuse.
Peggio di così non si poteva davvero fare: tre sconfitte in altrettante partite, prestazioni quantomeno discutibili, un solo gol all’attivo contro i dieci incassati. Un disastro, una disfatta in piena regola che non ammette discussioni. Serve recitare il “mea culpa”, battersi il petto, costernarsi e alla bisogna, per chi ha le colpe maggiori (società e dirigenza), usare il cilicio e flagellarsi. Ma anche tutto ciò potrebbe non bastare per far pace col nostro “io” e col mondo che ci guarda e che ci giudica.
Bisogna, dunque, rientrare immediatamente in noi stessi, recuperare quel pizzico di credibilità e d’orgoglio che ancora ci tiene in vita (ammesso che di “credibilità” e di “orgoglio” si possa sempre parlare) e ripartire. Il Milan non può permettersi di andare in giro per l’Europa e prendersi – impunemente o meno poco importa – la libertà di fare figuracce, di farsi schiaffeggiare senza provare un anelito di rivalsa, un desiderio di vanagloria, una sia pur timida reazione. No, questo non è da Milan; ai rossoneri tutto ciò non è consentito né oggi né mai… Il Milan ha un blasone da difendere, un’etica, anche comportamentale oltreché professionale, che non può essere messa in disparte solo perché non si è all’altezza dell’avversario di turno. Okey, si può anche perdere, non c’è nulla di male, ma non è affatto lecito smarrirsi o dissipare, senza vergogna, quel patrimonio di esperienza conquistato con fatica e sudore nel corso degli anni e dei decenni solo per un… pugno di dollari!
Torniamo, senza “se” e senza “ma”, con i piedi per terra e rialziamo la testa. Ognuno faccia la propria parte per quel che gli compete ma basta (e dico “basta” col piglio di chi sta intimamente soffrendo) farsi sbatacchiare di qua e di la da chicchessia voglia farsi bello utilizzando le terga, ormai prive di ritegno, del popolo milanista. No, questo non lo si può concedere a nessuno, tantomeno al primo venuto. Serve un progetto serio e concreto; vivere alla giornata e senza scadenze è deleterio. Così – lo diciamo ormai da tempo – non si va da nessuna parte. Bisogna guardare al futuro e mettere, finalmente, un punto esclamativo su una situazione che via via è diventata sempre più insostenibile. Stop ad errori, orrori e omissioni… Torniamo ad essere il Milan, quella società e quella squadra che per anni sono state al centro dell’universo calcio. E se non si può, si tolga il disturbo. Nessuno ne farà colpe o avrà da ridire. Anzi…!
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