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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan il colpo è Torres? Allora incrociamo le dita!
Milan, se ci sei batti un colpo. Siamo arrivati al 29 agosto amici di Milanorossonera.it ma del famoso “colpo”, al momento in cui scrivo, non v’è traccia.
Qualcuno arriverà, questo è poco ma sicuro, poi dovremo metterci d’accordo sull’effettivo valore dell’acquisto in questione. Se sarà Torres (e tutto lascia pensare che sarà proprio lo spagnolo il nuovo attaccante rossonero) allora dovremo incrociare le dita e sperare che non si tratti dell’ennesimo colpo da copertina, più utile a vendere magliette (e anche qui ci sarebbe da discutere…) che a scardinare le difese avversarie. Un tempo, per la precisione 7 anni fa, stravedevo per il Nino, autentico bimbo prodigio dotato di senso del gol ed eleganza, un mix che in maglia Milan ha sempre fatto sfracelli (Van Basten su tutti, ma anche Shevchenko e Ibrahimovic…). Ricordo la mia invidia per i tifosi del Liverpool quando i Reds, nell’estate 2007, lo acquistarono dall’Atletico Madrid mentre noi, freschi campioni d’Europa, ci apprestavamo a chiudere un ciclo dorato e, attualmente, irripetibile. La carriera di Torres però non si è fermata al 2007: tanti gol agli ordini di Benitez e Aragones (suo quello decisivo alla Germania nella finale di Euro 2008), poi il trasferimento al Chelsea per la maxi cifra di 60 milioni di euro. E lì qualcosa si è rotto. L’esperienza del Nino in Blue è stata tutt’altro che brillante (46 reti in 172 presenze) e ormai, a distanza di quasi 4 anni, non si può più parlare di stagione storta. Solo nel 2012/13 lo spagnolo è riuscito a offrire barlumi della sua classe regalando a Benitez (sarà un caso?) l’Europa League e segnando 23 gol complessivi, il suo record con la maglia del Chelsea. Il resto però è un pianto, in particolare l’ultimo anno (solo 11 reti) che ha convinto Mourinho a sbarazzarsene gratis (anzi, se le indiscrezioni saranno confermate i Blues gli pagheranno addirittura la buonuscita pur di lasciarlo andare!). Non voglio contestare a prescindere un giocatore come Torres: sicuramente meglio lui di Eto’o e poi, a certe cifre, la scommessa diventa anche intrigante. E’ che non mi piace il modo in cui la stampa (amica e non) lo sta presentando. Lo spagnolo non è più un top player e la gente lo sa benissimo. Gli anni dei tifosi con la bandierina sono finiti, ora il pubblico guarda più calcio dei giornalisti e conosce perfettamente la realtà delle cose. Se parliamo di Torres come di una scommessa interessante, l’unica possibile in un momento in cui non ci sono soldi, allora mi sta bene; viceversa, se il Nino (che nel frattempo è già entrato nel club degli “enta” dallo scorso marzo) viene fatto passare come un grande acquisto allora non ci sto più. Aspetto poi con ansia un bel rinforzo a centrocampo: i tifosi mi chiedono “Dzemaili o van Ginkel?” e io rispondo “perché non tutti e due?”. E’ la mediana il vero problema del Milan e solo interventi mirati in quel settore potrebbero davvero cambiare le cose. Magari arriveranno, magari no. Nel frattempo colgo però l’occasione di fare un bel in bocca al lupo a Mister Inzaghi. Domenica comincia il campionato e Superpippo ci metterà la faccia in prima persona, proprio come il suo predecessore Seedorf qualche mese fa. Gli viene chiesto di tornare in Champions League, obiettivo imprescindibile per casse e immagine del club tanto più che l’anno prossimo, se non ci saranno sconvolgimenti, la finale sarà proprio a San Siro e la presenza delle milanesi (ai blocchi di partenza s’intende) sarebbe gradita. Nessuno però, almeno fino ad oggi, lo ha messo nelle condizioni di raggiungere serenamente questo obiettivo. Ecco perché, lui e la squadra, si meritano sostegno incondizionato già a partire da domenica. La società si può discutere, la maglia no.
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