Milan: moduli e bandiere

Fabio Conte

In una settimana siamo passati dagli altari alla polvere. Se la sconfitta contro la Juve era preventivabile, i pareggi con Empoli e Cesena hanno lasciato l’amaro in bocca, dubbi e domande. Siamo ancora in fase di ricerca del modulo.

Difficile capire se sia stato un caso o se il sistema col “falso nove” sia migliore perché ha dato due vittorie, anche se sofferte. Personalmente spero che si aspetti con calma l’inserimento tattico ed il raggiungimento di una miglior forma di Torres, perseverando per ora col modulo  4-3-3 col centravanti di manovra, come si diceva una volta, che può dare maggior dinamicità ed una migliore copertura. Come sempre mi domando perché non si veda, almeno non ancora, quella forma fisica, quella vitalità atletica che dovrebbe essere la prerogativa di una squadra che deve risalire, con grinta, pressing e forza le gerarchie del campionato per tornare alla zona che gli compete. Se troviamo la corsa se ne avvantaggerà la tecnica. Forse un Milan operaio oggi, basato sulle ripartenze e sulla dinamicità potrà consegnare una classifica migliore al Milan del possesso palla tanto caro al Presidente. Sicuramente le prime due partite, se pur non perfette, avevano dato all’ambiente ed ai tifosi l’elettricità di una squadra votata alle giocate ficcanti e veloci assenti da tempo dal gioco dei rossoneri. Personalmente credo che Inzaghi debba trovare una nuova via, lasciando le vecchie formule – quattro due fantasia, albero di natale, tre dietro alla punta, tiki taka – al passato. Per rinascere ci vuole qualcosa di nuovo. La domanda è se il buon Pippo ne sia in grado, almeno per ora.

Negli ultimi giorni, dopo la non esaltante partita di Empoli, quasi fosse l’unico colpevole, ho assistito all’assalto mediatico e dei tifosi contro una bandiera del Milan, Daniele Bonera. E’ una bandiera perché nasce tifoso rossonero. Perché è una brava persona, intelligente,  che non si è mai risparmiato in campo. Non è mai stato un  titolare ma un ottimo jolly. Credo sia stato il giocatore più eclettico, utilizzato in tutti ruoli difensivi, e in ogni sistema tattico, sballottato  a destra o a manca rischiando magari la figuraccia per seguire i dettami del Mister di turno.  E’ una bandiera perché è uno di quei giocatori che con l’esempio in allenamento, e con poche e chiare parole fa spogliatoio. E’ una bandiera perché non si è esaltato nelle tante buone partite fatte nella storia del Milan e non si farà demoralizzare da questo momento difficile. E’ una bandiera perché chi arriva a Milanello trova una persona gentile e decisa che dà l’esempio.  Vorrei che i tifosi del Milan imparassero a distinguere chi mette tutto quello che ha, si trovi a fianco Nesta e Thiago Silva, o Zapata e  Mexes  e chi, dotato di maggiori mezzi tecnici, non dà il massimo in campo. Vorrei che tutti i milanisti si distinguessero dai tifosi delle altre squadre concedendo maggior riconoscenza ai propri giocatori, visto che c’è chi poi è preposto a giudicare. Ricordiamoci che la scelta viene fatta dall’allenatore dopo aver seguito tutti i giocatori durante la settimana. Ricordiamoci che nel calcio di oggi storiche bandiere come Baresi, Maldini o Rivera non finirebbero la loro carriera con la maglia rossonera. Attenzione: criticare la propria squadra o i propri giocatori è giusto, doveroso talvolta, segno di attaccamento ed amore per i colori, ma coi toni e le parole che si dedicano a qualcuno che si vuol aiutare, migliorare,  non eliminare.  Questa settimana sarà il turno di Abbiati.  Tutto come sopra!

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