-
EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: il bicchiere mezzo vuoto
Mancano due settimane alla fine del mercato e all’inizio della stagione calcistica. Vorrei analizzare, in ottica rossonera, i motivi che ci faranno approcciare al prossimo campionato in maniera disincantata.
Conoscendo le trame di Galliani è possibile, se non auspicabile, che ci sia un colpo dell’ultima ora quindi inizierò come se non si realizzasse. Faccio il pessimista. Il tifoso milanista, abituato ad anni di gloria, mal digerisce l’andazzo attuale. La prendo alla lontana: gli anni 2000 dovevano gioco forza giungere al termine. Nascosti dal rinvigorente acquisto di Thiago Silva e Ibrahimovic i tifosi, grazie anche ad uno scudetto ed una supercoppa nazionale, si erano illusi di seguire una strategia di rinnovamento clamorosamente crollata con la vendita delle due stelle e l’addio voluto, o indotto in qualche caso, di tanti campioni giunti al capolinea. Peccato capitale fu non finire vincenti. Archiviato con disappunto il cambio generazionale nel 20011/12, si sperava in una rinascita. I metodi di Adriano Galliani, la piazza rossonera li conosce. Un capitano di lungo corso, abituato a solcare i mari del calciomercato riuscendo spesso a tirare le reti e portare a casa del bel pescato. Per anni. Negli ultimi tempi si naviga a vista e la vena e la fortuna sembrano essersi esaurite in concomitanza con il restringimento degli emolumenti dell’armatore. Si ha un bel dire “Berlusconi si è ravvicinato alla squadra, pensa al Milan”. Ma il tifoso lo sa e s’accorge che son parole vuote non accompagnate dai fatti, leggi soldi. Sperando di trovare una soluzione al rinnovamento – e forse anche ai veti economici familiari – il presidente ha mandato avanti la sua scudiera, la figlia Barbara. Dimostrando però carattere la rampolla è entrata in rotta di collisione col vecchio leone Galliani. D’obbligo fu la mediazione di Silvio ma oggi ci troviamo con una società bicefala con una visione opposta sulle scelte sul futuro: si dovrebbe capire con quali attriti si riesca muovere dentro e fuori dal mercato. La scelta della conduzione tecnica ne è lo specchio. Da Allegri allenatore compiuto, che ha però lasciato luci ed ombre, a Seedorf scelto malgrado si sapesse che il suo imponente carattere potesse rompere parecchi vetri nella delicata vetrina di Milanello. Insistere sul personaggio e non sull’esperienza, con il buon Pippo Inzaghi, appare comunque una scommessa e sottolinea la ricerca di un allenatore che segua le direttive della società senza eccessive pretese. La rosa infine appare macrocefala con un numero esagerato di attaccanti – e se ne sta cercando un altro – ma con carenze a centrocampo e, a mio parere, in difesa in particolare nei rincalzi. In porta anche l’acquisto di Diego Lopez lascia qualche dubbio, Abbiati a parte coi suoi 37 anni. Ci si domanda poi come e da chi siano stati valutati Agazzi e Gabriel. Tutto questo con le avversarie che all’occhio tifoso, han fatto tanti e importanti affari di mercato. Sarà dura qualificarsi per la Champions, sarà difficile vedere il Milan che vogliamo. Aspettando però un regalo dalla “Zona Galliani” la prossima settimana vedremo se il bicchiere si sarà riempito, almeno un po’.
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,279 Visite totali, nessuna visita odierna








