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EDITORIALE DEL GIORNO
Il treno dei desideri
Finito il mese horribilis, finalmente il Milan ritorna faticosamente alla vittoria contro un Parma dignitoso in campo, ma allo sbando societario.
E proprio la società rossonera brilla mediaticamente riscaldando il cuore dei tifosi molto più che sul rettangolo verde. Galliani, pressato dalla curva, s’è mosso un po’ prima dei fatidici “giorni del Condor” e accontentandosi dei giorni della merla ha inaugurato un nuovo approccio all’acquisizione dei giocatori. Il viaggio a Roma con la citofonata a casa di Destro è diventato un cult, ma è stato decisivo per l’acquisto di Mattia, chiarendo il progetto, sancito con una stretta di mano. Il ritorno in treno dell’AD rossonero, l’arrivo il giorno dopo del neo- acquisto sempre in treno sembrano spostare i riflettori dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie, nuove sedi per i festeggiamenti. Sarà che nel campionato italiano giovani stelle straniere affermate ne arrivano poche, sarà che il treno è, e diverrà in Europa il mezzo più veloce ed ecologico, fatto sta che come spesso succede, il Milan inaugura nuove vie, ferroviarie in questo caso. Significativo il fatto che, sondate e in esaurimento le strade che trovano in Europa affari importanti e low cost, si stia puntando in casa rossonera al mercato italiano, creando, di fatto, una base a cui la nazionale non potrà non attingere. Cerci, Destro, Paletta ed Antonelli sono frutto di una strategia chiara. In questo momento, portiere a parte, il Milan potrebbe fornire una formazione azzurra, per dieci undicesimi. Quindi non solo acquisti ma giovani ed italiani se possibile.
Dimenticando polemiche, spiazzando le attese sabato è arrivato il comunicato a firma dell’altro AD, Barbara Berlusconi, ad annunciare l’interessamento e la proposta per l’acquisizione della zona limitrofa a Casa Milan per il progetto e la costruzione del nuovo, avveniristico stadio. Ciò porterebbe la società rossonera ad avere Casa e “chiesa” adiacenti creando una zona Milan sostanzialmente in centro alla città. Credo che l’idea abbia solleticato tutti i tifosi, che pur legati alla storia ed ai successi ottenuti nello storico e glorioso San Siro – costruito dal presidente del Milan Piero Pirelli, ricordiamolo-, si rendono conto come un nuovo stadio possa offrire un nuovo prospetto, soprattutto economico.
Insomma con mercato e nuovo stadio si punta al futuro, dando modo al tifoso di sognare, ma il presente è all’altezza? Come detto, veniamo da una serie di partite che han lasciato sconcertati anche i più ottimisti e basiti gli amanti del bel gioco, maggioranza si sa, tra i milanisti. Trincerarsi dietro le assenze e le sfortune ed appellarsi al mantra del “lavoro”, non mi sembrano la soluzione alla carenza di gioco e di schemi. Né paiono avere chiare indicazioni tattiche i giocatori, apparendo spesso disorientati e quindi portati al numero individuale. La scossa, l’ottimismo regalati dall’impegno della società sui diversi tavoli devono trovare uno sfogo nei risultati e nel piacere di vedere la propria squadra, nel supportarla, ma per far questo si deve tornare, oltre che a vincere, a vedere tutt’altra qualità. La prossima partita con la Juve, sulla carta difficile se non impossibile, potrebbe in caso di risultato positivo azzerare il terribile mese di gennaio e far ripartire dall’ottimismo di fine anno. Così non fosse, pazienza, ma le gare che seguiranno, anche alla luce dei nuovi arrivi, dovranno essere l’inizio di una nuova stagione che, abbandonati i traguardi prefissati, seguano almeno la ricerca dell’organizzazione di gioco da cui ripartire. Una squadra nuova, uno stadio nuovo: il treno dei desideri sta arrivando in stazione, i milanisti ci vogliono salire!
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