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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: cancellare le critiche per il Derby dell’Expo
Il calcio è opinabile. Così del siparietto andato in onda su Sky alla fine di Milan Sampdoria tra Pippo Inzaghi e Zvonimir Boban si possono avere opinioni contrastanti ed antitetiche anche tra i tifosi del Milan.
Mi è piaciuto che la discussione sia rimasta nei binari dell’educazione e del rispetto delle opinioni, anche se credo il maggior merito, almeno in questo, vada a Pippo che ha saputo rispondere con pacatezza alle critiche rivolte prima da Massimo Mauro e rintuzzate con un affondo dall’ex numero dieci rossonero. Analizzando le critiche però possiamo porci delle domande. La partita innanzi tutto è stata una partita come tante, in annate normali. Dopo un primo tempo con più occasioni per la squadra di casa, nella ripresa passavano in vantaggio gli ospiti; passato lo sbandamento, i primi riuscivano a pareggiare rischiando di vincere nel finale. Ho volutamente fatto una descrizione neutra perché potrebbe essere la cronaca di migliaia di partite, soprattutto se non c’è in palio la prima piazza o la salvezza, se non è una gara decisiva. E quella di domenica non lo era: il Milan il treno per l’Europa l’ha perso tra gennaio e febbraio, la Doria ha una discreta posizione e molti punti a disposizione per rimanere su questa corsa. Il problema che quella di quest’anno per il Milan, non è un’annata normale. Le aspettative erano tante, dopo la scorsa tribolata stagione; la delusione di non poter migliorare la situazione dell’anno scorso ha fatto innervosire i tifosi, ma anche la guida tecnica e la società. Ovviamente le colpe vanno divise, difficile dire con che percentuali. Però nelle ultime giornate i risultati stanno tornando almeno in linea di galleggiamento. Ha ragione quindi Inzaghi quando dichiara il rammarico per le occasioni sprecate nel primo tempo. Infatti sono state più d’una. Peccato che usasse le stesse frasi in frangenti dove le occasioni erano sporadiche ed improbabili. Peccato che non abbia mai criticato i suoi giocatori, e che in tutta l’annata, non ci sia mai stato un momento di autocritica. Dare tutta la colpa agli infortuni, a mio parere, nasconde le pecche dell’organizzazione di gioco data alla squadra. E’ ovvio che se giocano i più forti si fa meglio, e se i più forti fossero dei fenomeni, chiunque affidandosi all’estro dei giocatori potrebbe fare l’allenatore. Più difficile fare bene, quando si hanno dei giocatori “normali”. E molte squadre con onesti pedatori han fatto vedere un gioco migliore del Milan ed al Milan quest’anno. Detto ciò bisogna pensare all’inesperienza che si va colmando e all’appoggio che la squadra pare non aver mai negato al proprio allenatore. La compattezza dello spogliatoio è diventata poi basilare per far muro alle voci incontrollate di vendita della società. Le critiche di Boban spesso articolate e mirate mi sono parse lapidarie. Come ho detto prima, questa stagione ha diversi responsabili e certamente gli acquisti – o sarebbe meglio dire le acquisizioni – che la società ha offerto al Mister non sono stati tutti azzeccati. Ma dire che tutti i giocatori siano scarsi mi sembra esagerato. Certo, alcuni sono sopravalutati, molti andranno via, qualcun altro tornerà da dove è venuto, ma qualche buona scelta è stata fatta, qualche buon giocatore c’è su cui fare affidamento. Né capisco perché le critiche ai commenti edulcorati di Inzaghi siano state fatte ora, e non quando si arroccava a difendere prove indifendibili. Ma è il momento di far quadrato col mister, con la società, coi tifosi. Arriva il derby, l’ultimo traguardo, l’unico direi che rimane da centrare. All’andata il Milan aveva un punto in più, ma tutta l’inerzia a favore dei cugini per l’allora concomitante ritorno di Mancini. Dopo un girone ci ritroviamo con lo stesso punto di vantaggio, evidentemente il cambio di panchina non ha migliorato troppo le cose tra i nerazzurri anche se il 3-0 a Verona li ha messi in rampa di lancio, mentre i rossoneri stanno cominciando a ritrovare fiducia e serenità dopo un inverno travagliato. Sarà un derby che porterà solo alla supremazia cittadina: peccato proprio nel momento in cui tutto il mondo guarda a Milano per l’Expo. Ma proprio la mancanza di altri traguardi lo rende importante, peculiare. Mihajlovic ha detto in conferenza che lui critica la squadra anche quando vince. Ecco speriamo che Pippo prendendo spunto da un candidato alla sua panchina e allontani questa ipotesi arrabbiandosi anche lui con i suoi giocatori, ma dopo una vittoria.
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