Milan: il ritorno del batticuore?

Fabio Conte

Oggi inizia il calcio mercato. Ufficialmente. Tutte le ansie, le delusioni, le aspettative spese dai tifosi sin ora non erano ufficiali ed adesso si fa sul serio.

Scherzo naturalmente, infatti, complice la deludente passata stagione, la trepidazione per i nuovi arrivi ha attanagliato gli appassionati rossoneri un bel po’ prima che finisse il campionato. La rutilante e deludente prima settimana poi, ed il cambio d’indirizzo di metodologia di Galliani con un ritorno al passato e al metodo “sotto traccia”, hanno raffreddato e deluso le attese dei milanisti così, quando si è cominciato a comprare giocatori, quando si è ricominciato a spendere come non succedeva da anni, ecco che qualcuno storce la bocca. Bertolacci, ufficiale, e Bacca, quasi, non sembrano far vibrare le corde dei tifosi e più d’uno si lamenta delle cifre occorse per acquisirli. Naturalmente l’unico giudice sarà il campo, San Siro in particolare, ma credo che le riserve siano date anche dall’esoticità del nome. Il colombiano paga un cognome quasi italiano senza un nome spettacolare da aggiungere sulla maglietta. Se le immagini dei gol di Bertolacci dello scorso campionato, avessero accompagnato l’arrivo di un Bertolinho o Bertolao ci sarebbero feste di piazza e sfottò coi dirimpettai. L’investimento è alto, e solo il tempo dirà se proficuo, ma sono due ottimi tasselli per ripartire: certamente non ci si può fermare qui. Adesso è il momento di aspettare e dar fiducia a chi il calciomercato lo naviga da anni, e che è tornato alle proprie rotte, evitando di affiancarsi ai corsari. Non è certamente finita, c’è tanto mare da qui ai tre giorni.. del Condor, son sicuro che ci saranno delle sorprese. Venerdì si comincia. Venerdì non lunedì o mercoledì. Né di venere né di marte ci si sposa o si parte diceva la mia mamma. E invece questo inizio di venerdì suggerisce, evidenzia anzi, come il nuovo tecnico Sinisa Mihajlovic intende affrontare la stagione.

Un piccolo cerchio sul calendario, la scelta di un week end di lavoro, il primo dopo le vacanze, il momento più tosto proprio in un fine settimana, darà l’imprinting alla stagione che verrà e che cerca il Mister. L’impatto sarà duro, le mentalità da amalgamare, ma se sostenuto dalla società riuscirà forse a ricreare, tra scintille e saette, tra urla e scontri, quello che è mancato probabilmente nelle ultime tribolate stagioni: lo spogliatoio. Quello che intimoriva i giovani, stupiva i nuovi arrivati, affascinava gli stranieri, lo spogliatoio dal Milan dei campioni che ininterrottamente, anche negli anni difficili, ha attraversato la storia del Milan berlusconiano ed ha messo le basi ai successi sul campo. Unito, compatto disciplinato. Venerdì non parte la stagione, non ci sarà la prima partita. Né il Mister si deve sposare con il Milan. Deve far nascere la passione e il trasporto dei giocatori verso la maglia, la voglia e l’entusiasmo negli allenamenti, l’ardore e l’impeto nelle partite. Mihajlovic deve far ritornare i milanisti ad innamorarsi del Milan. Per diventar più belli ci sarà tempo, per ritornar eleganti troveremo il modo, ma la passione manca da troppo tempo e c’è voglia di quel brivido che accompagnava l’entrata delle maglie rossonere in campo. Ci si affida a lui, uno “straniero” non certo per passaporto, ad un uomo che nella vita e nel  calcio ha sempre dimostrato di appassionarsi al proprio gruppo fino a diventare inviso agli avversari, ma sempre con dignità e fierezza, per ritrovare l’orgoglio di essere milanisti, per far tornare a battere il vecchio cuore rossonero. Questa la mission, per i discorsi tattici ci sarà tempo.

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