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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: In bocca a lupo, giovanotti!
Sta per scoccare l’ora-Milan. Domani sera ai rossoneri – e soltanto a loro – toccherà il delicatissimo e gravoso impegno di tenere alto il “blasone Italia” in Champions League.
E non poteva che essere così, perchè è il Milan (e nessun altro) che lo può fare dato i precedenti e quel “non so che…” di grandeur che accompagna da sempre la società italiana con il più alto indice di gradimento in campo internazionale. Ci tocca, dunque! Ma, sia chiaro, che il faccia a faccia con l’Atletico Madrid del “Cholo” Simeone, è – e deve essere – per Kakà e compagni, la partita del “grande sogno”, quella, per intenderci, che vale una stagione. Non può – e non deve essere – invece, un sacrificio, una penitenza da scontare per le malefatte di un campionato in chiaro-scuro; un onere, un tributo che l’Europa esige per poter procedere spedita nel suo cammino.
E dunque, forza ragazzi… Serve una gara da incorniciare, perchè è questo che si chiede al Milan quando il Milan è impegnato a mettere in gioco il proprio carisma, il proprio superiore prestigio in competizioni dal grande fascino e dal sapore inebriante e voluttuoso. E proprio perchè c’è da rendere magica una serata già di per se assolutamente straordinaria, che oggi scenderà “in campo” (sul prato di Milanello, nulla più…) pure il presidentissimo, Silvio Berlusconi, deciso a rompere gli indugi perchè è il momento topico che lo richiede. Sarà, quindi, il Milan delle grandi occasioni quello che metterà oltrechè la faccia anche la propria trascendenza all’interno di uno stadio che come sempre, quando è quella esilarante musichetta a farla da padrone, si colorerà di quei pigmenti del tutto unici – il rosso e il nero, rien va plus! – in grado di rendere straripanti gli spalti di San Siro con gli ottantamila entusiasti a fargli da corona.
Ma è la partita il vero motivo della serata. Ed è quella, null’altro, che il Milan vuole giocarsi. Possibilmente da pari a pari con i contendenti madridisti che nella Liga hanno un ruolo assolutamente da protagonisti con Real e Barcellona. I rossoneri di Clarence Seedorf, invece, in campionato, devono soltanto stare a guardare, ad ammirare le evoluzioni delle prime della classe, senza poter esserne anch’essi protagonisti. Così è tornata ad essere l’Europa – ma quella che conta, s’intende –, ancora una volta a divenire l’extrema ratio per un Milan che, nonostante tutto, vuol continuare a stupire. L’Europa, sì, l’habitat naturale per i rossoneri, il loro punto di riferimento quando le cose, nel piccolo e insignificante giardinetto di casa, non sempre vanno per il verso giusto. E allora, dai! Stasera tocca a noi, a noi milanisti… Stavolta tocca agli altri stare a guardare e leccarsi le ferite. Comunque vada, non importa. Lì, in Champions, come sempre, c’è il Milan a “reggere il moccolo”. In bocca a lupo, giovanotti…!
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