Milan: convincere e convincersi

Fabio Conte

La sfida all’Olimpico Corral tra i mister pistoleri ha lasciato dei feriti. Uno di striscio, Sinisa Mihajlovic che, colpito per primo ha saputo però reagire.

Diverso il destino di Rudi Garcia ferito dalle occasioni e dal gol del Milan, ma soprattutto dalla prestazione dei suoi che l’han lasciato  pesto e turbato ad aspettare decisioni superiori. Cercando di analizzare la prestazione dei rossoneri a mente fredda, ci ritroviamo all’ormai consueto approccio indeciso e fiacco di tutta la squadra anche se  le occasioni, come anche il gol di Rudiger, sono nate tutte dalle giocate e dalla vivacità del giovanissimo promettente Sadiq che ha puntato e scherzato col giovane titolare Romagnoli, salvato dal baby Gigio gigante Donnarumma. Pian piano però Alessio si è ripreso così come tutta la squadra trainata soprattutto da Bonaventura. Nella ripresa anche gli altri centrocampisti si son ritrovati, la squadra s’è compattata, e prima e dopo il gol di Kucka si è visto un bel Milan. Tanto che alla fine se c’è un rammarico, è per la mancata vittoria rossonera a fronte di una Roma in ginocchio. La situazione psico-fisica dei giallorossi non può non essere considerata, ma senz’altro la reazione della squadra è figlia delle indicazione del Mister rossonero e nell’applicazione di queste  dei giocatori. E quindi se si  cercavano segnali di un gruppo ostile al proprio allenatore questa ipotesi va scartata, cancellata, annullata. Perché partita dopo partita, difficoltà dopo difficoltà la squadra si sta compattando con e per Mihajlovic. Sostituzioni moduli e scelte non paiono scalfire un crescente credito che il Mister sta guadagnando nello spogliatoio, e lo si evince più dagli sguardi dei giocatori che dalle dichiarazioni che potrebbero essere di facciata o dalle prestazioni non sempre in linea con le aspettative. Proprio per questo non pare dello stesso avviso  Silvio Berlusconi che sembra abbia contattato Marcello Lippi per una possibile sostituzione in panchina. Non so se sia possibile visto che ci sono tre allenatori a libro paga, né credo sia utile visto che, soprattutto a squadre di primo livello e sotto grande pressione ambientale, raramente ha giovato in maniera rilevante al fine dei risultati. Certamente conta l’aspettativa che la presidenza ha verso questa squadra, sperando che non sia di mera valutazione di rapporto tra i soldi spesi e risultati acquisiti. Sicuramente conterà il passaggio del turno in Coppa Italia contro un Carpi ostico ma doverosamente battibile che aprirebbe la strada ad una possibile finale (Spezia o Alessandria permettendo) che potrebbe anche essere la via per l’Europa. Se poi ci fosse anche un trofeo alzato, tra l’altro storicamente complicato per i rossoneri, si potrebbe a cuor leggero cambiare ancora indirizzo tecnico? Soprattutto tenendo in considerazione come  si arrivi da una situazione di depressione psicologica di tutto l’ambiente, provocata anche dagli sconquassi tecnici, dirigenziali ed economici degli ultimi anni. Ma non corriamo troppo, il Carpi stasera è il primo step per l’ennesima prova d’esame per Mihajlovic e dei suoi ragazzi, che se lo vorranno confermare non dovranno sbagliare approccio, gioco e qualificazione, vincendo e convincendo. E chissà che convincendosi riescano anche a zittire i mugugni e spazzare  la cappa di negatività che aleggia tra i pochi spettatori di San Siro. C’è bisogno dei tifosi, tosti e vocianti, caldi e ottimisti, per affrontare un girone di ritorno che, a cominciare dalla Fiorentina domenica, vedrà le prime (tranne il Napoli che ci strapazzò) venire ospiti a Milano: il fattore campo deve tornare ad essere importante a San Siro che è, qualcuno l’ha dimenticato, la casa del Milan.

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