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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: diamo a Adriano ciò che è di Galliani
Non c’è dubbio che debba rifarmi una coscienza, che debba rivedere certe mie drastiche posizioni per quanto concerne il Milan e il suo staff dirigenziale. L’ho sempre criticato, e a volte anche aspramente, ma quando si deve fare un passo indietro è necessario farlo senza rimpianti.
E con questo non intendo affatto rimangiarmi tutto ciò che ho detto e scritto per parecchio tempo, ma almeno un pizzico in più di indulgenza glielo debbo. Eh si, perché riuscire a mettere a segno colpi di mercato importanti senza praticamente “scucire” neppure un euro (o quasi) non è cosa di poco conto, non è cosa che in molti possono fare.
E allora diamo a Cesare quel che è di Cesare e ad Adriano (Galliani nella circostanza) quel che è di Adriano. L’Ad rossonero, stavolta, si merita un bell’8 in pagella per aver rigenerato il Milan con acquisizioni di straordinario effetto non solo mediatico ma soprattutto strutturale – sarà poi il campo a dare il verdetto finale e dire se, quello appena concluso, è un mercato d’eccellenza -, in grado di rovesciare le sorti di un collettivo che nell’ultimo periodo ha ricevuto solo critiche, valutazioni e giudizi assolutamente negativi. Ma ovviamente tutto ciò non basta, serve altro e al più presto. C’è da sistemare, in primis, il cosiddetto “club degli indesiderati”, cioè quei giocatori – (cinque o sei, non di più) tutti in scadenza di contratto l’anno prossimo – che non fanno più parte del “progetto” e che non si è riusciti, per i motivi più disparati, a cedere nella finestra di mercato estiva, quella appena conclusasi.
Giocatori ormai obsoleti che, comunque, dovranno essere soluzionati, sostituiti da gente assai più giovane e di qualità. Ecco allora che il buon Adriano è sempre – e più che mai – “in pista” alla ricerca di nuove facce e di nuovi garretti da affidare alle sapienti e sagge mani di Filippo Inzaghi. Insomma, se il Milan vuol tornare competitivo sul palcoscenico italiano e internazionale deve necessariamente ritrovare il suo (momentaneamente) perduto Dna oltreché il carisma e il pedigrèe che devono riassaporare nuova linfa, vigore e sostanza. E dunque lasciamolo lavorare questo “Richelieu in cravatta gialla” perché se il Milan alla fine di questa stagione dovesse… ritrovare l’Europa che conta e quel bottino di Euro necessari elargiti dall’Uefa, chi lo ferma più? Sarebbe anche capace, con lo charme che ne contraddistingue l’incedere calcistico, di portare in rossonero nientemeno che Cristiano Ronaldo. Insomma nulla gli è precluso, soprattutto nei famigerati “giorni del Condor”…!
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