-
EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: il pranzo indigesto
Sarà per il mal di stomaco degli ultimi anni, sarà perché sono vecchio – o diversamente giovane- e ricordo scorpacciate di gol e di gioco, ma è sempre più difficile digerire le sconfitte.
Poco importa se i dirimpettai di naviglio hanno servito un digestivo frizzante; quando si torna a pensare alle speranze e ai traguardi che tutti i rossoneri immaginavano di papparsi, i bruciori ed i riflussi si risvegliano, dal post partita e per tutta la settimana, soprattutto pensando agli scontri futuri. La partita all’ora di pranzo, in una città rinomata per la sua cucina, ha lasciato l’amaro in bocca soprattutto per l’approccio compassato e incerto che si sperava facesse parte del bagaglio dell’anno passato. La scelta di un allenatore come Mihajlovic si sperava servisse proprio ad abbandonare quegli atteggiamenti di sufficienza e di deconcentrazione, e che la grinta e la determinazione del tecnico servissero anche a evitare quegli inizi di gara compassati, come è successo a Marassi, che fanno irretire i tifosi che vogliono vedere al di degli schemi, principalmente sudore e grinta. Così oggi ci ritroviamo con una classifica peggiore di quella dell’anno scorso col vituperato – come tecnico – Inzaghi in panchina e appena superiore a quella di due anni fa, con il poi esonerato Allegri. Ma il Milan ormai da anni non riesce ad approcciare non solo le partite ma i campionati, con la giusta intensità e soprattutto con una continuità che possa far sperare in un riscatto. Dà fastidio che dopo il derby ben giocato anche se infruttuoso e due partite discrete si ricada in una sconfitta, proprio quando sarebbe stato necessario trovare una serie di risultati positivi. Questa altalena è stata la prerogativa delle ultime stagioni, impedendo non solo di salire in classifica ma minando le certezze della squadra, dei tecnici ed esasperando i tifosi. Non si sa mai quando e con chi potrà arrivare la prova soddisfacente o la sconfitta inopinata. Un trend da cambiare, da cancellare: bisognerebbe fare un filotto positivo. Ecco perché la strigliata di Galliani di ieri, al mister e ai giocatori, deve essere vista come una nuova linea di partenza per una corsa finalmente lineare e continua.
Ma siamo alla sesta, arriva la settima, difficile, siamo ancora una volta alla ricerca di una squadra che svolti dalle tristezze del passato e ce n’è tutto il tempo. Cerchiamo di essere ottimisti, e vediamo cosa si può salvare dalla sconfitta di Genova carica tra l’altro di episodi sfortunati, arbitro compreso. Balotelli intanto sta offrendo prove discrete, in crescita. E’ un mattatore anarcoide che con difficoltà raggiunge la sintonia con le altre punte. La scommessa sarà riuscire a sfruttare le caratteristiche realizzative di Bacca, i movimenti di Luiz Adriano e la forza di Mario, magari non sempre assieme, ma qualche volta anche sì. Dietro le punte Bertolacci, seppur al rientro, ha fatto intravedere quegli inserimenti e quegli scambi per cui era stato acquistato e che non aveva la forza di esprimere partendo come mezzala. Questo tra l’altro riporterebbe a centrocampo Bonaventura, dove si esprime meglio e dà il massimo apporto al gioco. L’inopportuna espulsione di Romagnoli ha ridato a Rodrigo Ely l’occasione di mettersi in mostra e sarebbe stato incredibile e fantastico se la stoccata di testa all’ultimo secondo fosse finita qualche centimetro più in là. Infine parliamo dell’atteggiamento. Bisogna partire dal secondo tempo quando in dieci si è tenuto il campo meglio che a ranghi completi dimostrando che la testa, la voglia, e la determinazione sono “giocatori” imprescindibili se si vuol smettere di soffrire, se si vuol tornare in alto in classifica, come sperano tutti i rossoneri e dove dovrebbe essere il Milan. Facciamo gli ottimisti, perché il campionato è agli inizi, perché le altre squadre ci stanno aspettando, perché non costa nulla esserlo. Vediamo e cerchiamo quel che c’è di positivo sperando si possa trovare la giusta ricetta per tornare a far deliziare i fini palati rossoneri, ma senza fette di salame sugli occhi. Quelle son pesanti, non abbiamo ancora digerito il pranzo di domenica…
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,293 Visite totali, nessuna visita odierna







