Milan: Il Joker e il Faraone

Fabio Conte

Nelle sere di fine estate capitava, in anni senza partite precampionato in tv, di dedicarsi a lunghe partite a carte a scala quaranta. E quando pescavo una colorata “Matta”  sorridevo felice.

Sì perché un Jolly è meglio di qualsiasi carta si cerchi o si aspetti perché dà la possibilità di aprire nuove strategie, insperate alternative. Deve aver sorriso così anche Adriano Galliani quando, in una sera di fine agosto, scartata una figura fresca e con possibili sviluppi come Cristante, impossibilitato a prendere la carta sul tavolo come Biabiany, spizzava il mazzo e intravedeva la stella colorata di Bonaventura.  Giacomo, Jack per gli amici, venticinquenne marchigiano, chiamato di corsa a firmare per i rossoneri, si concedeva pure qualche lacrima di commozione, come ha raccontato Galliani. Ma sotto sotto forse, anche un sorriso beffardo da Joker che sa di poter “calare”una grande annata.  Arrivato come trequartista sta velocemente scalando la classifica di considerazione e merito tra  tifosi e tecnici, Pippo Inzaghi in primis ma anche per il neo C.T. Antonio Conte che l’ha convocato in Azzurro, costretto a poi a rinunciarvi per un piccolo infortunio. Il Mister rossonero lo sta utilizzando per tattica o per necessità in diversi ruoli e il buon Jack lo sta ripagando con prove al di sopra delle attese. Oddio, chi segue il campionato italiano l’aveva già notato nell’Atalanta, anche perché, in fondo non ci sono così tanti talenti emergenti. Poi da milanisti, lo ricordiamo anche per la doppietta a San Siro nella sfida tra nerazzurri milanesi e bergamaschi: gran bel viatico. Da bravo ragazzo, umile ma deciso, s’è messo subito a disposizione di Inzaghi, e da buon Jolly sta dando alternative tattiche e tecniche a tutta la squadra. Ora centrale di sinistra dialogando molto bene in avanti con De Sciglio, ora come mezzala classica inserendosi con scambi stretti  con Menez o  Torres senza disdegnare  conclusioni in area o dal limite. Nell’ultima partita col Chievo in particolare, ha iniziato prima come centrocampista di destra, per poi passare a sinistra poco prima di salire a trequartista-attaccante quando si è passati a due a centrocampo. Spesso si è trovato a dettare il gioco ma subito dopo era in area a cercare il gol. Il Milan sta cercando ancora la sua via tattica, nella difficile rinascita dalle ceneri della scorsa annata, ma Bonaventura sta aiutando Inzaghi e i compagni a cementare il gruppo e credere in una stagione positiva e vincente. Grazie anche alla sua duttilità: lui gioca con tutti, fa giocare meglio tutti. E’ il nostro joker, è Jok Bonaventura!  Ma… c’è un ma, e si chiama Stefan El Shaarawy. Con Jack, o Jok, gli spazi per il ventunenne Faraone sembrano diminuiti anche se, nelle poche apparizioni dovute anche qualche lieve infortunio, è sembrato pimpante e reattivo come all’inizio di due stagioni fa. Ecco la sfida per Pippo Inzaghi sarà quella di non disperdere il patrimonio El Shaarawy, che per velocità,  tecnica e vena realizzativa ha pochi rivali in Italia. Chiuso dall’egoismo tattico di Balotelli, vessato dalla malasorte tra infortuni e ricadute, quasi ci siamo dimenticati questo ragazzo  che solo due anni fa aveva tenuto in linea di galleggiamento un Milan a mio parere peggiore di quello attuale e che comunque, grazie proprio ai suoi gol nel girone d’andata e a quelli di Balotelli al ritorno, era riuscito ad approdare al traguardo della Champions. Cerca, alterna, inventa caro Pippo moduli e schemi per ricreare lo spazio per il Faraone, per ridarci Stefan e i suoi gol.

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