Milan: partire dall’umiltà

Fabio Conte

Dopo la Juventus, la partita di Empoli potrà chiarire per il Milan che tipo di campionato si dovrà affrontare. Può chiarirlo soprattutto ai giocatori rossoneri che devono pensare di entrare in campo in ogni occasione con la fame, la concentrazione,  la cattiveria di una provinciale. Ieri sera le sensazioni all’inizio erano positive.

Non avevo, personalmente, quell’impressione negativa che si presentava nelle trasferte, soprattutto nella prima parte degli ultimi due campionati. Pensavo che il Milan avrebbe fatto prima o poi un gol e i dieci minuti iniziali sembravano essere indirizzati nella giusta direzione. Ma poi è uscito l’Empoli con ripartenze ed attacchi organizzati e ficcanti. I gol però arrivavano da calci piazzati ribadendo un annoso problema irrisolto nell’atteggiamento difensivo rossonero. Grazie al primo gol di Torres, che ha interrotto il monologo dei toscani, il Milan si è però presentato nella ripresa finalmente con il giusto atteggiamento, trovando il pareggio con Honda e accarezzando la vittoria col palo di Menez. Ecco se approcceremo le prossime partite dando il massimo,  pensando di giocarcela, rischiando anche, come mi sembra natura di questa squadra, ma cercando una sfrontatezza che diverte, potrà aumentare la consapevolezza nei propri mezzi.  Certo, se trovassimo anche la sicurezza in difesa si potrebbe poi, sperare in un gran campionato. Ma proprio in questa speranza non deve far affidamento la squadra, non credere di essere forte: l’umiltà deve essere la caratteristica su cui basare tutta la stagione. Attenzione, umili non vuol dire dimessi, aspetto che ha fatto capolino in alcuni momenti della sfida con la Juve. Ma se si perdona qualche errore a giovani giocatori, bisogna concedere qualcosa anche ad un giovane allenatore. Godiamoci perciò quel che di buono è stato costruito fin ora: più che discreti  schemi offensivi, diversi acquisti azzeccati e soprattutto quell’aria di positività che non soffiava più sui colori rossoneri e che schiarisce l’orizzonte futuro.  Quest’ultimo aspetto è sicuramente merito di Inzaghi. Diamo merito e credito, siamo solo all’inizio. D’altra parte si sa, per far bene ci vuole och pazienza e bus de cul, mica lo dico io, lo diceva Sacchi!

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