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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan-Lazio: il tempo degli indugi è finito!
Quest’anno è così, rassegnamoci! Fuori anche dalla Coppa Italia. Savolta, però, l’approccio dei rossoneri è di quelli giusti: bava alla bocca e sangue agli occhi.
Così il Milan si presenta a San Siro contro quella Lazio che solo tre giorni or sono l’ha messo ai ferri corti nella sfida dell’Olimpico in campionato. Ma il promettentissimo inizio di Montolivo e compagni dura solo lo spazio minimo per esaltare lo scarso pubblico convenuto sugli spalti dell’impianto milanese senza però suscitare grosse emozioni. Così, la Lazio prende campo e il Milan deve, suo malgrado, battere in ritirata e assestarsi, prudente, dinanzi ai propri sedici metri. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole; siamo dunque alle solite…
I rossoneri non dispongono infatti della personalità e del carisma necessari per mettere sotto pressione l’avversario di turno che invece regge da par suo l’urto iniziale ripartendo con grande velocità e compattezza approfittando tra l’altro dei disimpegni un po’ troppo velleitari e disinvolti verso Abbiati dei superficiali, timorosi e impauriti difensori milanisti. La partita comunque si dipana da un punto all’altro del campo con sufficiente rapidità e dinamismo ma anche con un certo tasso di classe che in particolar modo la Lazio, che gioca a memoria, cerca di proporre. Un paio di occasioni su entrambi i lati, poi un rimbalzo anomalo, in piena area di rigore, colpisce sul braccio sinistro il giovane Albertazzi: involontario o no? L’arbitto Rocchi non ha dubbi e indica il dischetto consentendo a Biglia di spiazzare Abbiati e portare in vantaggio i biancazzurri di Stefano Pioli. La partita potrebbe cambiare volto nei pochissimi minuti restanti del primo tempo causa due falli ingenui di Cana che l’arbitro punisce spedendo anzitempo il centrale laziale negli spogliatoi nei quali s’inabisserà per non rivedere la luce nella ripresa.
Al ritorno in campo il Milan, approfittando della superiorità numerica prova a fare la partita ma deve stare attento ai contropiede velenosi degli avversari. I rossoneri, sospinti anche dai loro irriducibili tifosi, appaiono assai più propositivi e sfruttando le fasce, soprattutto la destra con Abate e il rientrante Honda, mettono la Lazio in grave difficoltà. Un buon Milan che reagisce, vuole il pareggio, non si rassegna all’ennesima sconfitta e all’ultimo traguardo di stagione che gli è rimasto. Ma nonostante la buona volontà e una prova – almeno quella del secondo tempo – rassicurante, i rossoneri non cavano un ragno dal buco ed anzi rischiano il raddoppio con il palo colpito da Keita. Dentro, nell’undici di Pippo Inzaghi, oltreché Van Ginkel anche il giovanissimo Suso a suo esordio in maglia rossonera. Non c’è più tempo, però: ancora un tonfo, ancora un passo falso. No, non si può continuare così… Serve un veloce, immediato cambio di rotta. Il tempo degli indugi è finito.
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