-
EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: non si scherza con i sentimenti, l’amore ed il passato
Sono imbarazzato! Notizia di questa mattina è che il Milan, avendo ricevuto rifiuti un po’ da tutti per quanto riguarda la panchina, ora pare vorrebbe gettarsi a corpo morto su un cavallo di ritorno, un tecnico che ha fatto un discreto pezzo di strada in chiave rossonera, un allenatore con tanto di pedigrèe vincente ma che a suo tempo venne (come per altri, del resto!) lasciato partire per qualche inaspettato scossone (guarda caso…) con la Real Casa milanista.
Si – udite udite…! – stiamo parlando di Carletto Ancelotti, allenatore (strapagato) delle “merengues” al quale qualcuno in via Aldo Rossi avrebbe pensato ed al quale vorrebbe concedere il bis sperando di riportare le lancette dell’orologio indietro di qualche anno e… ricominciare daccapo.
Ma quello era un altro Milan, con altri straordinari interpreti ai quali il buon Carletto ha legato i suoi trascorsi e il suo mai sopito amore rossonero. Ora, però, i tempi sono irrimediabilmente mutati, quei giocatori che han fatto la Storia recente del Club non ci sono più lasciando il loro posto nella memoria e nel cuore dei tifosi a personaggi di dubbia teatralità calcistica che davvero nulla hanno a che fare (per personalità, temperamento, tecnica e spirito d’altruismo) con quella squadra e quegli interpreti. Ma se sono variati quei protagonisti in campo, non così è stato per dirigenza e proprietà che ancora resistono al loro posto e alla loro sbiadita immagine, non senza problemi di varia natura, soprattutto economica. E allora vien da chiedersi – domanda ben più che lecita! – per quale motivo Carlo Ancelotti debba scegliere di tornare all’ovile e non continuare a lasciarsi attrarre dalle lusinghe di un Florentino Perez che per lui stravede letteralmente
No, non ci sono motivazioni di alcun genere, tanto più ora che l’uomo di Reggiolo potrebbe entrare nella fantastica Storia dei “Blancos” per aver conquistato (se riuscirà a superare l’ostacolo-Atletico nel derby madridista) la decima Champions League. Quindi, l’idea di riportare a casa il tecnico che tanti trofei e soddisfazioni ha regalato al Milan è a dir poco fantasiosa. E poi, su quali basi poggia questo improbabile “ritorno al passato”? Non certo economiche, ancor meno tecniche perchè a sua disposizione non potrà che avere gente dai contorni (a parte le solite, rare eccezioni) assai poco conformi al suo “credo” calcistico e alla sua ragion d’essere. Quindi, inutile farsi illusioni: Carletto è definitivamente e irrimediabilmente uscito di scena e il palcoscenico rossonero dovrà rassegnarsi all’inevitabile. Il cartellone dinanzi al teatro non vedrà più la locandina col suo nome sopra nella parte del regista; le luci di San Siro si sono spente e non si riaccenderanno illuminando il suo pacioso, bonario e affidabile volto.
RIPRODUZIONE RISERVATA
1,248 Visite totali, nessuna visita odierna








