Milan: Notte difficile e stucchevole

Paolo Vinci

Un Caro saluto a Tutti gli Amici Rossoneri (e Non) di MilanoRossonera.

Sono passate alcune ore – ed una notte difficile – dallo stucchevole Milan – Cagliari di San Siro di ieri sera, ma la rabbia e la delusione, confuse in una ridda tremenda di sentimenti, non solo non si sono stemperate, ma addirittura ingrossate. A rendere l’animo rattrappito e sconcertato sono tante considerazioni.

Mi è stato chiesto da più parti di cercare di analizzare le più significative, effettuando un difficile sforzo pindarico di serenità e di fredda valutazione. Ci provo, consegnando ai cari Lettori di MilanoRossonera alcune mie brevi considerazioni.

La squadra, prima di scendere in campo, si trovava in una situazione psicologica ottimale: veniva da due trasferte piemontesi con dieci gol fatti e nessuno subito, disponeva di un incontro con una squadra tranquilla. che aveva appena festeggiato, addirittura con “alcune birrette” (dichiarazione testuale del loro mister Semplici), nel pomeriggio, in hotel a Milano, l’agognata salvezza; schierava la formazione tipo, eccetto Ibra (la sua perdurante  assenza non costituiva una novità, essendo mancato circa il 60% delle partite del campionato), aveva il match-point a disposizione, era arbitra assoluta del proprio destino e da ultimo la “cabala”  a favore avendo vinto, col Cagliari, a San Siro,  15  incontri consecutivi negli ultimi 22 anni. Tutto questo faceva propendere per un approccio alla partita sereno e determinato, per portare a casa un traguardo, la qualificazione all’”Europa che conta”, mancante da lunghi 8 anni.

Invece, la squadra è apparsa spaventata, imbambolata, completamente fuori condizione, non tanto atletica, quanto psicologica. Con un passo lento e stucchevole, con una teoria di passaggi nello stretto che puntualmente finivano con il consegnare la palla ai sardi. Bloccata da una inspiegabile “paura”. Per l’intero incontro!

E Mister Pioli? Anche lui, questa volta, ci ha messo del suo. Non valutando dall’inizio questa solare situazione, che era sotto gli occhi di tutti ed operando in corsa cambi che l’hanno peggiorata, specialmente Meitè per Bennacer, avendo perso la geometria e le verticalizzazioni  (che sarebbero state necessarie in quel frangente dell’incontro) dell’algerino, alla ricerca di una “forza a centrocampo” che il deludente ex Toro ancora una volta non ha dato. Ma anche il ritardo, colposo, con cui ha mandato in campo, all’88° l’unico centravanti di cui disponeva in panchina, Mandzukic, che avrebbe potuto invadere un’area di rigore completamente “evitata” da Leao e Rebic, che prime punte non sono certamente. Area di rigore quasi “vietata” per l’intero incontro, laddove sarebbe stato opportuno invaderla letteralmente con “ferocia calcistica” alla ricerca di un pertugio risolutivo o di un episodio favorevole.

In buona sostanza, una situazione ed uno scenario che non ti aspetti. E che sono emersi sin dalle prime battute dell’incontro. Ora, dopo questo clamoroso passo falso, si rischia di compromettere l’intera annata. Perché, diciamolo a voce alta, senza temere smentite ipocrite, arrivare quinti sarebbe un “fallimento” e non una “delusione”. Anche qui, in conferenza stampa postpartita, l’allenatore ha sbagliato, non attribuendo il giusto termine ad una, a questo punto, possibile, ennesima estromissione rossonera dalla Champions League. Perché sarebbe fallimentare. Sotto tutti i punti di vista!

Come evitarlo? Ancora i buoi non sono scappati dalla stalla. Anche se il cancello è aperto, forse spalancato… Ora occorrerebbe un miracolo: andare a vincere in casa di una squadra, l’Atalanta che non solo è oggettivamente più forte, ma soprattutto che ha evidenziato un calcio dall’ intensità molte volte superiore a quella rossonera. E’ possibile? I miracoli, una volta tanto si avverano…

Confidiamo che sia la volta buona.

Un saluto affettuoso a Tutti i Tifosi, Rossoneri ( e Non).

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