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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan: alla ricerca del colpo perfetto
Priorità all’attacco. E’ questo il nodo di mercato che il Milan deve necessariamente sciogliere da qui a fine agosto. Ma, come già detto in altre occasioni lo spazio di manovra è sempre meno, non c’è più tempo da perdere, serve far presto. Col rischio di sbagliare, ovviamente, di fallire l’obiettivo. Cosa che i rossoneri non possono permettersi se vogliono tornare ad essere quantomeno competitivi.
Così si cerca di tergiversare, di scambiarsi opinioni, di provare a fare chiarezza al proprio interno, fra le varie anime in società (allenatore, amministratore delegato, presidente e… chi più ne ha più ne metta!). E si sprecano le riunioni, i faccia-a-faccia… Ma almeno servissero a qualcosa! Invece paiono sempre più una perdita di tempo anche perché i giocatori che l’Ad milanista ha messo nel mirino per rinforzare questa squadra, questo gruppo che Inzaghi ha con pazienza creato e miscelato a sua immagine e somiglianza, non sono facili da raggiungere per costi sia di cartellino che di ingaggio. Questo, dunque, è ciò che succede quando per motivi meramente economici ci si riduce a dover fare le cose all’ultimo momento, in “zona Galliani”. Ma non sempre le ciambelle (Ibrahimovic e Robinho) lievitano nel modo giusto. A volte c’è il rischio – e questa pare una di quelle – di “bucare” il proposito che ci si era prefissi anche se il migliore possibile.
Eh si, perché giocatori come El Tigre (al secolo Radamel Falcao), Jakson Martinez, lo stesso Mattia Destro o, ancora, Leandro Damiao (inviso – e non se ne capisce la ragione – al neo tecnico) sono pressoché irraggiungibili se si hanno a disposizione gli spiccioli per andare a fare la spesa in boutique. Quindi bisogna giocoforza recarsi a fare un giro nel mercatino sotto casa accontentandosi di quel che passa il convento, cioè di giocatori che hanno fatto il loro tempo, che “hanno già dato” sia fisicamente che mentalmente. A meno che il padrone di casa (Berlusconi, ovvio!) non si sia innamorato – calcisticamente parlando, s’intende – di qualcuno in particolare e decida di aprire i cordoni della borsa. Cosa, per altro, assai poco realistica per questi tempi…
Ma se così non fosse, allora, potremmo trovare, nostro malgrado, di rossonero vestiti, gente improbabile come, ad esempio, il “Nino” Torres o quel Samuel Eto’o che ancora non intende rassegnarsi all’inevitabile. Due bomber certamente di razza e prolifici ma che dopo anni a calcare i prati dei più importanti stadi d’Europa, cercano ora di svernare e chiudere una carriera straordinaria laddove ve n’è la possibilità. E il Milan, oggi, da questo punto di vista, è la “piazza migliore”. Che brutta fine caro vecchio Diavolo! Ma, a proposito, che ne è di quell’esterno esplicitamente chiesto da mister Inzaghi e finora rimasto nel libro dei sogni? Tanti i nomi su taccuino dei dirigenti rossoneri ma per ora, pare, non è essere basilare e quindi relegato in un angolo in attesa di momenti migliori. Esattamente come il ruolo da coprire a centrocampo. Non c’è più – ma ormai non è una novità in casa Milan – … trippa per gatti.
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