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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan, se ci sei batti un colpo!
Milan, se ci sei batti un colpo. Ci avviciniamo alla partita di Genova con il cuore gonfio di preoccupazioni, inevitabili dopo le ultime prove offerte dagli Inzaghi’s.
In settimana, per la prima volta, tiepide critiche si sono abbattute sul tecnico rossonero, reo di non aver ancora trovato un undici tipo e di aver “fatto fuori” (passatemi il termine) alcuni giocatori. Su tutti Pazzini, ma anche Van Ginkel e Armero. Osservazioni che ci stanno tutte, proprio come a inizio stagione erano giusti (anzi, un filo spropositati) gli elogi. In fondo questo Milan ha numeri peggiori di quello di Seedorf: 1,8 la media punti dell’olandese, 1,6 quella di Pippo. Il divario, ora minimo, potrebbe anche aumentare visto che le prossime partite (Sampdoria, Inter, Udinese, Genoa, Napoli e Roma) si presentano piuttosto ostiche. Per fortuna però il clima da fucile puntato che c’era qualche mese fa ha lasciato il posto a una sorta di mulino bianco, in cui tutti si rispettano e si vogliono bene. Non sono ironico (non del tutto almeno), l’ambiente è davvero più sereno e questo è un fatto positivo, da sfruttare il più possibile. In fondo è tutta questione di punti di vista: dall’altra parte del Naviglio hanno solo un punto in meno eppure il disegno che ne esce è decisamente più fosco. Dunque nessuna fasciatura di testa preventiva ma lavoro sodo, per far sì che il momento difficile resti, appunto, solo un momento. Già, ma come uscire da Genova senza le ossa rotte? La domanda è lecita, ancor più dopo aver visto il Milan contro il Palermo. Una partita disarmante, non tanto per la sconfitta quanto per la totale mancanza di reazione, quasi una rimonta sui rosanero fosse impossibile. Un discorso del genere è inaccettabile, tanto più per uno come Inzaghi che in carriera ha saputo superare momenti terribili. Certo, la mentalità vincente non si compra al mercato ma corsa e cattiveria agonistica non devono mancare, mai! Se a Marassi i nostri torneranno a “mangiare l’erba” ne usciremo a testa alta e, probabilmente, con dei punti in tasca. La mia paura (per ora nulla più) è che il gruppo abbia iniziato a sfaldarsi, quasi che alcuni non sentano la fiducia di tecnico e società. Sta a loro (Inzaghi e Galliani) fare in modo che non sia così. In fondo, qualche mese fa, un signore lasciato solo contro tutti portò a casa 35 punti in un girone, battendo l’Inter e sfiorando una qualificazione in Europa League…
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