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EDITORIALE DEL GIORNO
Oggi sarà la prima di Cerci, vietato sbagliare!
Oggi sarà la “prima” di Alessio Cerci al Milan. Alla “Scala del Calcio”, su quel palcoscenico dove una “stecca” ti costa parecchio, anzi tutto… Fischi, improperi, irrisione, risatine beffarde e quant’altro ancora.
Sarà dunque questo, contro il Sassuolo, il giorno del gaudio, del tripudio, dell’allegria, della letizia o quello, invece, del dolore, della mestizia, della tristezza e dell’afflizione? Cerci è sempre stato – parole e musica di Silvio Berlusconi – l’oggetto del desiderio, da tre anni, l’ambito trofeo che i rossoneri hanno vanamente rincorso senza possibilità di poterlo raggiungere; ed ora che – sia pure con fatica e tanto orgoglio – è stato agguantato e messo sotto contratto, si pensa, e soprattutto si vorrebbe, volare alto oltre i limiti dell’umano piacere.
Toccherà pertanto proprio a lui, al “fantasista di Velletri”, vestire i panni – in mancanza di Honda, impegnato col suo Giappone in coppa d’Asia – dell’uomo in più per questo Milan; il giocatore al quale affidarsi nei momenti topici, quelli più delicati, della stagione. Filippo Inzaghi ne elogia le qualità e la professionalità; Adriano Galliani gongola per l’ennesimo “coup de theatre” messo a segno senza (momentaneo) esborso di quattrini, mentre i tifosi potranno (forse) finalmente allietare i loro occhi con le movenze eleganti e le giocate d’autore (almeno si spera!) di un calciatore che – potenzialmente – dovrebbe poter fare la differenza e regalare alla squadra quel tasso di qualità e di autorevolezza che ancora le fa leggermente difetto. Insomma, il Milan prova, in questa seconda parte del campionato, a rincorrere quello che è il suo traguardo principale, il terzo posto in classifica (oltre alla Coppa Italia – mah!) con qualcosa in più nel motore. Basterà?
I prodromi per far bene ci sono, eccome, ma forse, prima della fine del mercato invernale (il prossimo 2 febbraio) servirebbe un ulteriore piccolo sforzo, facendo attenzione a non svenarsi (ma quanto sangue sarà rimasto, ancora, nelle vene rossonere…!) e senza eccedere in superflui quanto inutili trionfalismi. Come, del resto, accaduto appunto per quel che concerne l’arrivo dell’ultimo gladiatore, entrato nei “quadri” rossoneri non certo in sordina ma quasi da trionfatore con la corona d’alloro (virtuale s’intende) sul capo com’era d’uso, nell’antica Roma, ai generali reduci da vittoriose battaglie. Brutto presagio…! Si cerchi allora di restare con i piedi ben piantati a terra e se proprio si vuole volare lo si faccia solo con la fantasia. Provare ad imitare Icaro è deleterio e il Milan non se lo può assolutamente permettere; le ali sono ancora di cera e volersi avvicinare un po’ troppo al Sole, potrebbe scioglierle. E, Cerci o non Cerci, il tonfo diverrebbe (ahinoi!) catastrofico.
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