Il pareggino laziale non allontana il momento drammatico del Milan

Paolo Vinci

Il “brodino” dell’Olimpico, costituito dal pareggio, sofferto, con la Lazietta di quest’anno, non allontana il momento drammatico del Milan. Che coinvolge Tutti, dalla Società ai Tifosi, attraverso i giocatori, che stanno deludendo sotto il profilo comportamentale ed umano, prima ancora che tecnico.

Dopo la grave sconfitta casalinga col Parma, questo pareggio, in effetti, costituisce solo un “brodino”. Perché si materializza al termine di una partita che, a mio modo di vedere, ha visto un’involuzione di gioco della squadra, slegata nei reparti, per nulla compatta e coesa e che ha, ancora una volta, palesato gravi lacune atletiche, all’apice nella seconda frazione di gioco.
Il risultato ha un valore simbolico, sebbene (relativamente) positivo laddove si evidenzi che ha bloccato la serie di sconfitte – ben quattro consecutive – anche pesanti, con la costante dei quattro gol incassati al Vicente Calderon e a San Siro col Parma.
Contemporaneamente il risultato appare reconditamente fatuo.
In effetti, reca in sè, vedendo la classifica, “quel fascino discreto dell’inutile” perché c’è da chiedersi quali, allo stato, possano essere ancora gli obiettivi del Milan. Ove reperire stimoli.
Abbandonata la nave Europea, il sogno – perché solo di “sogno” si può parlare – del sesto posto è virtualmente irrealizzabile; fuori dalla Coppa Italia, non rimane che puntare all’ottavo posto che allontanerebbe dall’umiliazione di giocare attorno a Ferragosto il turno preliminare della Coppa Italia.
Il Tifoso Rossonero si chiede, giustamente, quali obiettivi possano residuare.
Ben poca cosa se il raggiungimento dell’ottavo posto rimane uno di questi, se non il principale.
Occorre motivare giocatori e Tifosi sul raggiungimento di questo risultato?
Io penso di si. Nonostante tutto
Però, alla condizione che sia coniugato con la necessità di selezionare una rosa pronta per una rinascita nel prossimo campionato. Solo così il progetto è possibile e realizzabile, oltre che stimolante. E questo non può non avvenire.
Ma, affinchè ciò accada, occorre recuperare, con la condizione atletica, soprattutto la “testa”, cioè occorre concentrarsi e ritrovare antichi stimoli che, oggi, appaiono obiettivamente sopiti.
La Società ha mezzi e modi per farlo. Ha qualità e virtù intrinseche non indifferenti.
Deve lasciare da parte le polemiche sterili ed inutili (in tal senso può farsi supporare dall’Eccellente Ufficio Stampa di cui dispone). Ritrovando, in questo modo, la serenità perduta.
L’allenatore deve dimostrare di poter divenire grande anche sotto questo profilo, in questa veste, dopo esserlo stato indubbiamente come calciatore. Utilizzando le doti umane che non gli fanno difetto, senza lasciarsi andare ad inutili polemiche o gesti come quello di abbandonare la conferenza stampa lo scorso sabato a Milanello. Poi, dovrà guardare un po’ di più ai giovani, motivandoli ed investendo su di loro.
Così il Milan potrà finire decorosamente questo campionato terribile e sperare in un futuro rosa.
Un augurio affettuoso a Tutti.

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