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EDITORIALE DEL GIORNO
Undici finali per finire con dignità la stagione prima della rivoluzione che costruirà il futuro
16 marzo, 2014 9:00 am
Redazione MilanoRossonera
Undici finali, undici partite da non sbagliare per chiudere in modo dignitoso la peggiore stagione che anche i tifosi più datati ricordino, per poi ripartire con una vera e propria rivoluzione che non può più essere evitata.
Contro il Parma degli ex Cassano e Donadoni i rossoneri devono ritornare a macinare gioco e a fare risultato, ma quello che più di ogni altra cosa ogni tifoso piuttosto che ogni semplice appassionato dei colori rossoneri si auspica è di vedere i propri beniamini impegnarsi a fondo, vogliono vedere la maglietta sudata a fine di ogni partita, segno che l’impegno non è venuto a mancare così come vogliono vedere dei veri professionisti che lottino fino all’ultimo secondo per la causa rossonera.
La contestazione che andrà in scena all’arrivo del pullman ufficiale della squadra è rivolta principalmente a Balotelli, reo di scarso impegno e di pensare più a twettare che non a dare il proprio contributo dentro e fuori dal campo, ma anche alla società, colpevole di un mercato troppo low cost; se negli ultimi anni l’acquisto di giocatori a parametro zero o già ampiamente datati aveva comunque portato i suoi frutti, quest’anno gli sbagli si sono verificati con quasi tutti i giocatori comprati con questa formula – e l’ultima dimostrazione in ordine di tempo la si è avuta con Essien nel doppio impegno di Champions -, ecco perché i tifosi vogliono chiarezza e impegno fino al termine della stagione, per poi ripartire nel modo migliore, con la tanto invocata e ormai obbligata rivoluzione che non può più attendere.
A Giugno saranno molti i giocatori che lasceranno Milanello, pochi di quelli attualmente in rosa si sono conquistati il diritto di restare, compresi quei calciatori che sono delle bandiere del Milan piuttosto che coloro i quali sono ritornati alla base più perché nei club di appartenenza erano ormai ai margini del progetto, vedevano il campo con il binocolo e pensavano che cambiare aria potesse servire loro per conquistarsi un posto ai prossimi Mondiali che non perché si sentivano ancora Campioni con moltissime cartucce da sparare e risultare decisivi.
Quindi una rivoluzione necessaria, inevitabile e utile, ripartendo però sempre dal progetto che già da qualche mese sta impostando la Dottoressa Barbara Berlusconi, confermando Clarence Seedorf in panchina – sarà il prossimo anno il vero banco di prova per l’olandese – e puntando molto sui giovani calciatori, che rappresentano il futuro per il Milan, affiancati da qualche buon campione che può fornire il giusto mix di classe ed esperienza.
Ma per fare in modo che tutto questo sia possibile, occorre non sbagliare queste undici partite, undici finali per terminare con dignità questa stagione, mettersela alle spalle e ricominciare da zero.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: Antonio Cassano, Barbara Berlusconi, Clarence Seedorf, Mario Balotelli, Milan, Parma, Roberto Donadoni, Serie A




