L’alba del giorno dopo…ma che non si faccia di Seedorf un parafulmine…

DB_Seedorf-Allegri

Il risveglio è lento e la ferita brucia.

Una notte ancora una volta insonne. Come tante, tantissime, forse troppe quelle che  in questi ultimi mesi hanno caratterizzato il Milan, i suoi tifosi, l’ambiante tutto.

Smarrimento, incredulità, senso di vuoto, sfiducia…Un mix pericolosissimo di sensazioni che inevitabilmente rischia di riaffiorare già adesso dopo la ventata di ossigeno portata dal cambio di allenatore.

La Tim Cup contava, e tanto…Contava perchè la rincorsa all’Europa in campionato è problematica. Contava perchè non la si vince dal 2003, quando fu double dopo Manchester. Contava perchè, quando la stagione è negativa, la possibilità di vincere un trofeo, di alzare una coppa, di scrivere il tuo nome nell’albo d’oro dei vincenti, del club più titolato al mondo, è un qualcosa che non puoi lasciarti sfuggire.

Invece così non è stato. Un Milan durato 20-25 minuti si è sfaldato sotto i colpi e la velocità di una Udinese che il campionato raccontava in crisi profonda. Squadra lenta, svogliata, in abbondante deficit fisico, senza collegamento tra i reparti, incapace di fare i movimenti necessari per gestire il 4-2-3-1, incapace di mettere in campo quel fuoco che dovrebbe animarti dentro quando devi giocare col coltello tra i denti per vincere senza appello.

Un Milan già visto troppe volte quest’anno sotto la gestione Allegri. E già i commenti, anche sul web, si sprecano: se il nuovo corso è questo, perchè cambiare? Tanto valeva tenersi il buon Max, che almeno ha esperienza,  per una stagione ormai andata…

Questo il pensiero comune espresso da molti a caldo ieri sera.

Sbagliato. Il cambio di allenatore era ormai una necessità. La squadra non seguiva più il mister. La sua gestione dello spogliatoio era deficitaria, il malumore serpeggiava, e non solo tra i giocatori. La sterzata era inevitabile. E se scegli di cambiare, allora meglio farlo, piuttosto che con un traghettatore, col tuo futuro mister, dandogli più tempo per capire come stanno le cose, permettendogli così di lavorare meglio e con più calma.

L’importante, ora,però, è che Seedorf, dopo questa sconfitta, non passi sul banco degli imputati. Non faccia cioè da parafulmine ad una società che ancora una volta è colpevolmente immobile in un mercato in cui invece avrebbe dovuto gettare le basi per il futuro.

Allegri è stato tenuto ad oltranza proprio per questo, perchè ai piani alti faceva comodo una figura come la sua, uno yes-man educato e mal visto dalla piazza che attirasse su di sè tutte le ire e le responsabilità, camuffando colpe invece che andavano indirizzate ben più in alto.

Che l’errore, imperdonabile visto dove ha condotto il Milan fino adesso, non si ripeta…

 

Riproduzione Riservata

foto: domusbetblog.it

979 Visite totali, nessuna visita odierna

Commenti

commenti