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EDITORIALE DEL GIORNO
Seedorf ci ridarà la voglia di Milan
La prima vittoria è già arrivata. Clarence Seedorf allenatore ci ridà quella voglia di Milan che, negli ultimi tempi, era onestamente venuta a mancare.
Non solo per colpa di Allegri, sia chiaro, anche se il tecnico toscano ha contribuito largamente a costruire quella nuvola grigia attorno alla squadra. Ripensare a certe scelte di mercato, di formazione, o semplicemente ad alcune conferenze stampa monocorde riesce ancora a farmi venire gli incubi; poi però arriva il risveglio, e per una volta alzarsi dal letto è meglio che continuare a dormire. Fatta questa doverosa premessa, basta alibi e testa al campo. Perché una cosa dev’essere chiara: la stagione non è ancora finita. C’è una Coppa Italia da provare a vincere, una Champions League da onorare al meglio e un campionato ancora da giocare. Sì amici di Milanorossonera, avete capito bene: il cammino in Serie A non è compromesso, quantomeno non del tutto. Non può esserlo con 19 partite da disputare, che, è bene ricordarlo, mettono a disposizione la bellezza di 57 punti. Farli tutti non è un obiettivo realistico, questo è evidente, almeno provarci però sì. Perché la svolta deve avvenire anzitutto nella testa, ecco il motivo per cui è stato chiamato Clarence Seedorf. Uno che con il Milan ha vinto tutto, fin dalla prima stagione, dimostrando sempre attaccamento alla maglia e, soprattutto, orgoglio nell’indossarla. A differenza di molti giocatori attuali, che forse considerano la squadra rossonera un punto di partenza, non di arrivo. Sbagliato, perché se è vero che gli standard attuali (anche a livello contrattuale) sono ben lontani dai fasti del passato, è altrettanto vero che il blasone resta immutato. Galliani ricorda sempre che il Real Madrid restò oltre 30 anni (dal 1966 al 1998) senza vincere la Coppa dei Campioni, eppure nessuno ne mise mai in dubbio storia e fascino. Insomma, la rinascita passa anche da queste cose, che un “esterno” come Allegri non ha mai davvero capito fino in fondo. Il tifoso milanista non ha le cosiddette fette di salame sugli occhi, sa perfettamente che la squadra non è (più) competitiva ai massimi livelli, però non vuole sentirsi battuto in partenza, non lo accetta per Dna. Orgoglio, cuore e corsa, questo vogliamo vedere dal nuovo corso di Seedorf. Per il resto aspetteremo fiduciosi, consapevoli che il Professor Clarence dovrà avere ben altre frecce nel suo arco per provare a vincere. Anche se il primo successo, come detto in precedenza, è già arrivato.
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