La sconfitta che (non) lascia il segno, il Milan deve crescere

Benetazzo

Uno stadio gremito in ogni ordine di posto, una sfida mai banale e da sempre affascinante, combattuta, sentita e il più delle volte decisiva: Milan-Juventus alla terza giornata è inedita ma non per questo priva di significato.

Ha vinto la Juventus dell’ex Allegri ma rispetto a quello che pronosticavano in molti alla vigilia, non sono arrivati gol a grappoli di stampo bianconero: 0-1, Tevez che quando vede il Milan segna sempre ma oltre alla qualità dell’Apache, la rete nasce da un rimpallo fortunoso.

Lo spirito non è mancato al Milan ma non è bastato, i bianconeri sono forti e solidi e l’hanno mostrato anche ieri sera, ma i rossoneri non escono assolutamente ridimensionati; c’è tanto da lavorare e non è un segreto ma continuando su questa strada i risultati continueranno ad arrivare positivi.

La squadra di Mister Inzaghi si è abbassata troppo nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo e per tutta la ripresa, la Juve ha tenuto il baricentro alto costringendo il Milan a rimanere basso e schiacciato, fin troppo ma nonostante tutto non si sono contate infinite palle-gol per la banda di Allegri.

I rossoneri non avevano nulla da perdere, come aveva dichiarato lo stesso allenatore ma forse si poteva osare un pochino di più contro una Juve normale, per nulla stratosferica e schiacciasassi; qualche giocatore rossonero si è visto poco, anche se la corsa e il cuore non sono mancati.

Un plauso tra tutti va fatto a Menez, anche ieri ha dato l’anima, ha subito falli, ha cercato la giocata, ha provato a farsi vedere in area e a creare pericoli ma senza esiti favorevoli.

Comunque sia, martedì si torna in campo ad Empoli, ragion per cui si può subito girare pagina e lasciarsi alle spalle questa sconfitta.

La strada è lunga ma l’importante è non scoraggiarsi e continuare ad avere fiducia, la squadra deve crescere con calma e l’aiuto e la fiducia dei tifosi sono molto importanti.

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