L’Alchimista Inzaghi ci è riuscito!

Elio Arienti 2

Forse ci siamo! Forse Mastro Geppetto, l'”Alchimista” Filippo Inzaghi è riuscito, alla fine e dopo aver provato e riprovato formule astratte e qualche volta non poco astruse, a trovare la quadra giusta. Insomma è riuscito a far tornare i conti.

C’è voluto parecchio – anche a causa di qualche infortunio di troppo – ma dai e dai senza mai darsi per vinto, come Archimede, alla fine sollevato si è lasciato andare ad un bell'”Eureka”…Si, finalmente il Milan ha vinto facile, ha giocato bene, ha convinto. Cosa tutt’altro che miserrima di questi tempi! Oddio è vero che dinanzi a tanta beltade i rossoneri si sono trovati una squadra, l’Udinese, assolutamente arrendevole (0, tondi tondi, i tiri nella porta di Diego Lopez), priva di verve, e con un Totò di Natale che abbiamo visto del tutto male in arnese, ma il Milan, nell’occasione, ci ha davvero piacevolmente sorpresi portando a casa un risultato senza sbavature. Sarà contento il Presidente, oppure no? Speriamolo, perché questa impeccabile e inappuntabile vittoria è venuta, ancora una volta, con l’utilizzo del cosiddetto “falso nueve” (una formula tattica che sappiamo lui “aborra” e che lo intristisce), cioè senza l’attaccante di riferimento, senza quel “Nino” Torres che continua a fare una fatica improba ad entrare nei meccanismi rossoneri e a mandare a memoria quei movimenti che dovrebbero consentire a lui di realizzare una serie di gol non solo importanti ma necessari per il futuro del Milan e a noi per di fugare tutti i dubbi espressi fin qui nei suoi confronti.

E’ dunque da qui, dal successo sui friulani di mister Stramaccioni, che riparte il Milan? Ed è ancora da qui, da questo ennesimo esame, finalmente superato a pieni voti, che termina la “gavetta” (in panca) di SuperPippo Inzaghi? Per quanto concerne il primo interrogativo diciamo apertamente e fugando ogni sorta di artifizio che sì, se non ci sono altre alternative – o se quelle che ci sono non funzionano, come pare -, è bene continuare per questa strada senza ulteriori indecisioni o distrazioni. Insomma, trovata la giusta direzione non servono – nuovamente – inversioni pericolose o brusche frenate per (magari) guardarsi indietro e riflettere aspettando qualcuno che non arriva. Lasciamoci alle spalle il passato e puntiamo la prua all’orizzonte perché se si vuol giungere al traguardo e staccare il tagliando che porta dritti dritti in Europa, non ci si possono permettere nuovi aggiornamenti tattici o cervellotiche resipiscenze del tutto inutili.

Sull’altro interrogativo, va detto  invece che serve assolutamente superare, con giusta cognizione di causa, ogni tipo di interferenze padronali o di qualsivoglia genere in grado di minare (verbalmente) la serenità e la tranquillità dell’ambiente. Ma per fare ciò bisogna assolutamente lasciare da parte i “signorsì” di prammatica e diventare finalmente “uomini veri”, maturi, mettendo in campo personalità e decisione. Pippo Inzaghi può farlo, basta volerlo… Il Milan nel suo Dna ed un futuro dinanzi davvero fulgido. Che si vuole di più? Da “apprendista stregone” ad allenatore vincente: quella da percorrere è una strada lunga e impervia ma non del tutto inaccessibile. L’esempio da imitare, un punto di riferimento preciso, ce l’ha davanti agli occhi, Carlo Ancelotti. Ma serve lucidità e coerenza…!

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