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EDITORIALE DEL GIORNO
Adieu vecchio Diavolo!
Splende il sole su Milano, l’aria è tiepida, primaverile, ma per il Milan si profila già dai primi minuti di gioco l’ennesima giornata da tregenda.
A San Siro c’è di scena il Parma dell’ex Donadoni; si spera in un riscatto dei ragazzi di mister Seedorf dopo la sconfitta-eliminazione in Champions League da parte dell’Atletico Madrid, invece… Invece il Parma – anche il Parma, roba da ridere… – mette a ferro e fuoco la trequarti milanista e dopo meno di una esigua manciata di minuti passa in vantaggio con un rigore che Schelotto si procura (l’estrema parmigiana fila in area e viene inesorabilmente messo per le terre da una uscita spericolata di Abbiati, espulso) e che Antonio Cassano trasforma. Dalla parte superiore della Curva Sud (quella inferiore è stata lasciata “libera” in segno di protesta) partono bordate di fischi all’indirizzo di Montolivo e compagni i quali hanno solo una timidissima reazione che sfocia, in seguito a calcio d’angolo, con una conclusione ravvicinata di Balotelli che colpisce il palo. Anche la sfortuna ci si mette a complicare ulteriormente le cose… E comunque, anche se la Dea bendata non aiuta la banda-Clarence, quello che si propone in campo, è un Milan assai poco reattivo, sostanzialmente inerte (Balotelli ancora una volta è l’emblema di questo disastro) di fronte al baratro.Se Schelotto sembra Garrincha e Biabiany assume le sembianze di Jair facendo impazzire i rispettivi avversari, perchè arrabbiarsi? Perchè mangiarsi il fegato sperando in una improbabile inversione di tendenza che non c’è?
E mentre la Curva continua a farsi sentire, a lanciare i suoi strali verso tutto e tutti, in campo nulla muta e la tendenza è di quelle che ti fanno capire che l’inevitabile brutta figura non è neppure dietro l’angolo ma bensì dinanzi all’uscio di casa. Ed è talmente prevedibile quel che deve succedere che ad inizio ripresa puntualmente accade: è nuovamente Cassano (sempre lui!) a portare il Parma al raddoppio con un tiro preciso e imprendibile che s’infila nell’angolino alla destra di Amelia. Parma 2 Milan 0. Tutto vero, incredibilmente vero! Ma stavolta i rossoneri hanno finalmente un sussulto d’orgoglio e con Rami, di testa, riaprono le ostilità. Cassano, uno dei “bad boys” in campo – l’altro ovviamente neppure lo si deve citare talmente è conosciutissimo – da sfogo al suo show con arbitro, compagni e avversari.
Lo spettacolo latita e si va avanti senza grandi sussulti. Nonostante tutto c’è però voglia, tra le file rossonere, di non farsi infilare la testa nel cappio e con le residue forze a disposizione si prova a rimediare il risultato. Soprattutto con Balotelli che si sveglia dal suo torpore e prova un paio di conclusioni verso Mirante senza fortuna. Dai e dai ecco finalmente il momento della verità: Montolivo entra in area da destra e viene messo giù da Obi (che solo da pochi secondi aveva posto il suo piede sul rettangolo verde in sostituzione di Marchionni): calcio di rigore che SuperMario trasforma. Il sospiro di sollievo sugli spalti è lungo una vita! Raggiunto il pareggio, la Curva che fino a quel momento aveva riversato su squadra, dirigenza e singoli tutto il suo livore e il proprio sdegno, torna a incitare i rossoneri. Ma la giornata non finisce qui, niente affatto. I sorrisi si spengono però nuovamente e stavolta irrimediabilmente sui volti dei tifosi perchè il “golasso” (colpo di tacco) di Amauri riporta in alto gli ospiti e sul fischio finale del signor Celi pure Biabiany mette il suo personalissimo timbro alla gara. Siamo davvero alla frutta, manca solo il caffè e l’ammazza-caffè.
Adieu Vecchio Diavolo!
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foto: sport.panorama.it
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